martedì 2 marzo 2010

Casa del Tintoretto


La casa del Tintoretto si trova a Venezia nel sestiere di Cannaregio. La casa del Tintoretto è localizzata lungo la Fondamenta dei Mori, non lontana dal Campo dei Mori. Jacopo Robusti, detto il Tintoretto, poichè suo padre era un tintore di stoffe, abitò in questa casa nel corso della sua vita (Venezia, 1519-1594), a parte il periodo in cui si recò alla corte dei Gonzaga di Mantova, tra il 1590 ed il 1593. La casa del Tintoretto fu edificata nel corso del quattrocento in stile gotico. L'edificio è alto e stretto e presenta una bella trifora al primo piano nobile. Ci sono altri due elementi che contraddistinguono la facciata della casa del Tintoretto: una lapide che ricorda ai posteri l'abitazione del grande pittore veneziano, ed una piccola statua in marmo, rappresentante Ercole con una clava, che la tradizione vuole sia stata posizionata sull'edificio dallo stesso Tintoretto. Pochi metri a sinistra del portone di entrata della casa di Tintoretto è posta una statua di un arabo. Essa completa la serie di quattro figure che inizia in Campo dei Mori. Sono molte le chiese di Venezia ed altri edifici della città che ospitano delle tele di Tintoretto. Altri capolavori del celebre pittore veneziano sono presenti nella Scuola Grande di San Rocco (dove dipinse per ben 25 anni, tra il 1563 ed il 1588) e nelle Gallerie dell'Accademia. Senza dimenticare la sua enorme opera "Il Paradiso" (da alcuni ritenuta la tela più grande al mondo, con i suoi 170 metri quadrati di superficie), che tuttora adorna la parete d'entrata della Sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale. Tintoretto affrescò inoltre alcune facciate di palazzi veneziani, ma qualsiasi traccia di quelle pitture è ormai praticamente scomparsa. Tintoretto venne sepolto non lontano dalla sua casa natale. I suoi resti sono custoditi infatti all'interno della Chiesa della Madonna dell'Orto. La fermata del vaporetto più vicina per arrivare alla casa del Tintoretto è "Orto" (linee 41,42,51,52).




18 commenti:

emilia ha detto...

Perfetto! Grazie, Fausto! Questo post per me è un modello da seguire, lo trovo in altezza delle mie aspettazioni :)

marc.gualtieri ha detto...

Ciao Fausto,

Sans oublier la magnifique "Cene" à San Giorgio Maggiore.
Quand je pense qu'il faut payer 50 centimes d'euro ,pour qu'un misérable spot , éclaire un coin de ce tableau que le temps n'a pas épargné.
A quand une restauration..??

A presto

Marco

emilia ha detto...

sì sì, Marc ha ragione, ci vuole un restauro della "Ultima cena", i colori sono diventati troppo opachi con l'usura del tempo e non c'è grande differenza se usi la luce apposta o l'amirari la tela in un bel giorno in cui la chiesa è affondata di luce. Anche io lo pensavo vedendola dal vivo "ci vuole un restauro".
però tornando alla casa di Tintoretto immagino che nel suo secolo il palazzetto avesse solo un piano nobile. Tu che ne pensi, Fausto? poi nel Settecento o prima ne aveva anche il secondo, e alla fine è aggiunto anche il piano sottotetto. Ma non l'ho letto in nessun libro, mi sembra così dalla foto guardando i cornicioni.

Fausto ha detto...

emilia: Concordo nel dire che "L'Ultima Cena", avrebbe bisogno di un sollecito restauro.
In origine la casa del Tintoretto aveva sicuramente un solo piano nobile, come hai già notato tu a proposito della disposizione dei cornicioni. L'ultimo piano poi, è stato costruito ancora più di recente.
Buona giornata.

Marco: Il y a des nombreux chefs-d'œuvre du Tintoretto à Venise. "L'Ultima Cena" a besoin certainement d'une restauration. L'éclairage dans les églises souligne souvent le mauvais état de conservation de certains tableaux.
A presto.

emilia ha detto...

Parlando dell'Ultima cena di Tintoretto in San Giorgio Maggiore devo dire che nella sagrestia della Santa Maria della Salute è conservata una tela di Tintoretto che rappresenta Le Nozze di Cana e ha una composizione che somiglia a quella dell'Ultima cena. E i colori sono ok. A me piace, è molto più mondana del Cenacolo sotto quella lampada.

marshall ha detto...

Fausto,
in quella sorta di gioco a scoprire di quali chiese fossero quei campanili, dimmi: dov'è il campanile di quella chiesa di Santa Maria dell'Orto, dove è sepolto il grande Tintoretto? Sempre ammesso che lo abbia, perchè non riesco a distinguerne.
---
p.s.
Le biografie dei grandi veneziani si possono leggere altrove, con tanti altri mezzi, ma qui, su questo blog che descrive minuziosamente per gradi la storia di Venezia, unitamente a tante utili, interessanti annotazioni, e aneddoti, assumono qui un sapore ed un interesse del tutto avvincente e particolare.
Un plauso, quindi, e grazie.
Ciao.
Mario

Fausto ha detto...

emilia: Probabilmente l'ambiente della sacrestia della Chiesa della Madonna della Salute ha consentito una migliore conservazione di quella tela di Tintoretto.
A presto.

Mario: Nel "quiz" sui campanili di Venezia non c'era la foto del campanile della Chiesa della Madonna dell'Orto. Lo potrei inserire in un prossimo quiz naturalmente. Il campanile in questione lo vedi seminascosto dalla facciata della chiesa nell'ultima foto di questo post.
----
E' questo il mio modo di scrivere i post sui grandi veneziani: fornire informazioni con qualche curiosità e corredare l'articolo con immagini (il più possibile) descrittive.
Sono contento che un post così articolato sia gradito.
Ciao.

marshall ha detto...

Carissimo Fausto,
ti attendiamo alla scrittura di un opera che potrebbe avere del monumentale: parlarci di TIZIANO a Venezia.

Incuriosito dal post "Campo dei Frari", dove accenni anche a Tiziano, ho iniziato a leggere di Lui su Wikipedia, e mi sto rendendo conto che forse è stato il più grande pittore veneziano, perchè mi ci vorranno giorni per assimilare tutto il contenuto della sua lunga storia.

Sarebbe utile anche il contributo di tuoi commentatori, perchè ho visto che ce ne sono di molto preparati in materia.

Ciao.
Mario

Fausto ha detto...

Mario: Devo ammettere che Tiziano è tra i miei pittori preferiti del '500. Forse è stato il migliore pittore "veneziano" in assoluto. Per il post su Tiziano a Venezia mi dovrò doverosamente documentare, ma mi sento quasi in obbligo di scrivere un articolo su questo eccellente pittore del Rinascimento.
Alcuni lettori sono molto preparati in materia, forse sono dei docenti oppure dei grandi appassionati di pittura.
I loro commenti non si faranno attendere.
Ciao.

emilia ha detto...

Caro Mario,
io leggo di Tiziano da cinque anni e ancora non mi sento molto preparata ma alcune cose già le conosco e le ho viste. (Per quattro anni insegnavo storia dell'arte al liceo italiano a Sofia ma temo che parlavo più del Giorgione fino al punto che quando domandavo "Quali sono i grandi pittori veneziani?" gli studenti mi dicevano Giorgione e poi se ne inventavo dei nomi, poi con la Venere d'Urbino tutto è venuto al posto ma ora ho dei rimpianti che non gli ho parlato più di Tiziano) Volevo dirti, avevo bisogno del tempo per conoscerlo. Molto ma molto bella quella Venere in Ca d'Oro al secondo piano nella prima sala vicino alla finesta, molto dolce e sensuale, molto interessante quel San Marco in trono nella sacrestia della Salute, lì vediamo infatti un effetto per eccellenza fotografico, il quadro è diviso a zona luce e zona ombra, straordinario per un pittore di quei tempi in cui la fotografia non esiteva, e molto profondo il suo "ex voto" la sua Pietà quasi priva di speranza nelle Gallerie dell'Accademia.
E che dire alla Venere d'Urbino che sta sdraiata sul letto a Firenze negli Uffizi, modello per sempre della donna provocatrice.

marshall ha detto...

Emilia,
grazie per il commento dedicato, che, oltretutto, è anche lungo e avrà richiesto del tempo.
Ho visto dalla tua scheda personale che sei molto innamorata di Venezia: tutti i blog o siti che segui sono incentrati su Venezia: una vera passione la tua!
Sempre dalla scheda personale sembri essere bulgara, ma ho visto che hai una padronanza perfetta dell'italiano. Ho letto infatti qualche tuo commento, qui da Fausto, e ti ritenevo italianissima. Se sei bulgara, e conosci così bene l'italiano!... tutto ciò non può che farti onore, perchè, come Fausto ben sa, sono grande estimatore ed appassionato della Divina Commedia; un'opera dalla quale si è sviluppata la nostra bella lingua. Strano però il tuo nome, Emilia, che mi sembra italianissimo.

Avrei dovuto approfondire del Tiziano, o quantomeno del Tintoretto, tanto per stare in tema, e invece...
Ma sarà per un'altra volta.
Per intanto, grazie per le preziose informazioni e gli aneddoti che m'hai riferito.
Ciao.
Mario

viator ha detto...

Fausto,
ho già provato una traduzione della targa commemorativa (si trova qui: http://picasaweb.google.de/pegamini/Venezia#5356537153771781586). Ma perché il mio latino - e certamente il mio italiano non è il migliore, sto cercando una buona traduzione del testo. Forse avrei potuto trovare qualcuno qui per aiutarvi.
Ciao
viator

Fausto ha detto...

viator: Grazie per questa utile informazione.
A presto.

emilia ha detto...

Viator,
Fausto,
ora dico al mio professorino privato di latino di tradurrla! Lui è bravissimo e vediamo che traduzione farà.

Fausto ha detto...

emilia: Attendiamo una traduzione dal latino dell'incisione in oggetto, grazie.
Buona domenica.

emilia ha detto...

Matteo Donazzon, il nostro gentilissimo traduttore dal latino scrive:

ma una roba più semplice NO?? Ci provo...
"O passante, affinchè tu non vada oltre l'antica casa di Jacopo Robusti, che nel tempo gli innumerevoli dipinti di questo stesso raffinato pittore eseguiti con pennello geniale, dipinti con maestria, resero famoso pubblicamente e privatamente col nome di Tintoretto, questa ti aiuterà a ricordarlo.

Per la cura di questa casa nel 1842. (rinnovata con denaro pubblico nel 1881)"

ezzelino ha detto...

MA GRAZIE EMI!!! :-*

Fausto ha detto...

emilia: Grazie per la traduzione.
A presto.

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