sabato 13 febbraio 2010

Palazzo Soranzo dell'Angelo


Palazzo Soranzo dell'Angelo si trova a Venezia, nel sestiere di Castello, a due minuti a piedi da Piazza San Marco. Palazzo Soranzo dell'Angelo fu costruito nel '300 e mantiene anche oggigiorno nella facciata interna i tratti tipici dello stile veneto-bizantino. La caratteristica principale di Palazzo Soranzo (e che ne dà il nome) è un bassorilievo del trecento di un angelo posto sulla facciata prospiciente al canale. Attualmente gran parte della facciata di Palazzo Soranzo, che fu edificata nel '500, è in restauro e quindi non si può vedere l'angelo in marmo, ma sarà mia premura aggiungerne la foto non appena la ristrutturazione sarà stata completata. Sul finire del XVI secolo sulla facciata di Palazzo Soranzo dell'Angelo furono dipinti degli affreschi da Tintoretto, oggi purtroppo completamente scomparsi. L'ingresso di Palazzo Soranzo dell'Angelo è localizzato sul Ponte del Remedio, al suo interno c'è una vasta sala di entrata con pavimento alla veneziana dalla quale parte una scala in marmo decisamente antica e consumata (vedi foto), che conduce ai piani superiori. Sulla scala ci sono due belle sculture di leoncini, veramente notevoli. Oltre l'ingresso c'è un ampio giardino che è delimitato da una bassa mura merlata. L'entrata al palazzo non è consentita perchè esso è di proprietà privata. Dal Ponte del Remedio si ha una ottima vista del Rio di Palazzo, lo stesso che passa al di sotto del celebre Ponte dei Sospiri terminando in Bacino S. Marco. La fermata del vaporetto più vicina per arrivare al Palazzo Soranzo dell'Angelo è San Zaccaria (linee 1-2-41). Per andare a piedi da Piazza S. Marco a Palazzo Soranzo dell'Angelo ci si deve dirigere verso Piazzetta dei Leoncini, proseguire lungo Calle di Canonica, girare a sinistra per Ramo dell'Anzolo e Calle dell'Anzolo, infine a destra per un altro Ramo dell'Anzolo che ci porta fino al Ponte del Remedio.






6 commenti:

maite ha detto...

Légende trouvée ce matin par hasard sur venessia.com.
J'ai l'impression qu'il s'agit du même palais...

Dal ponte dell'Angelo si può vedere un palazzo appartenuto alla famiglia Nani (o, secondo alcuni, dai Soranzo) dov'è scolpito un angelo intento a benedire un globo decorato da una croce. Il significato della presenza di questo altarino è da ricercare da una leggenda tramandata dai frati Cappuccini.

In questa casa abitava nel 1552 un avvocato della Curia Ducale che si diceva fosse stato una persona che ottenesse molti soldi con imbrogli nonostante fosse devoto alla Maria Vergine.

Un giorno andò a mangiare da lui padre Matteo, il generale dei Cappuccini. Padre Matteo era stupefatto dalla presenza di una scimmia in casa dell' avvocato che l'aiutava nelle faccende domestiche. Allorché il buon padre si accorse che nella scimmia qualcosa non andava, notava una presenza demoniaca in lei. La scimmia, di rimando, cominciò a comportarsi stranamente e a nascondersi sotto il letto.

Padre Matteo allora gli parlò: "Rivelati quel che sei, scimmia!" E lei: "Io sono il demonio e sono venuta in questa casa per prendere l'anima di questo avvocato. Lui mi deve molti dei suoi titoli.". "E perché non te l'hai ancora portato all'inferno?" disse il padre. "Perché ogni sera pregava Dio e la Madonna. Bastava che solo una volta se ne dimenticasse che subito veniva con me a bruciare nelle fiamme".

In quel momento Padre Matteo ordinò al diavolo di uscire dalla casa. E la scimmia: "Dall'alto mi è stato ordinato di non uscire dalla casa senza fare qualche danno". E il padre: "Farai si qualche danno. Adesso dalla casa ci uscirai sfondando il muro." E così il demonio se ne uscì.

I due continuarono a cenare e a parlare di tutte le cose brutte successe fino ad ora. Padre Matteo disse all'avvocato di pentirsi di tutte le malefatte compiute fin d'ora e, preso un lembo della tovaglia, prese a torcerlo fino a che del sangue cominciò a gocciolare. "Questo è il sangue dei poveri da te succhiato con tutte le tue ingiuste estorsioni."

"E per il buco nel muro lasciato dal diavolo?" domandò l'avvocato "Al posto del buco ci porrai un'immagine di un angelo cosicché gli angeli cattivi alla sua vista ne fuggiranno" rassicurò il buon Padre.

E così fece.

Fausto ha detto...

maite: Pubblico volentieri l'articolo di Venessia.com da cui ho visto è stato ricopiato, metto però il link al post originale:

http://www.venessia.com/leggenderaccolta1.htm

Non me ne voglia il simpatico Stefano (che ho la fortuna di conoscere di persona e al quale rinnovo i miei complimenti per il suo importante sito), instancabile autore di Venessia.com!
A presto.

emilia ha detto...

molto bene raccontata la storia, la copio e traduco letteralmente in bulgaro nel mio libro per cui ho gia' tradotto una novella di Pietro Fortini di un Antonio Angelini di Siena innamoratosi cotto di una donna fiamminga a Venezia. Questa della scimmia e dell'angelo l'avevo letta nel libro di Marcello Brusegan "I palazzi di Venezia" ma qua da quel tuo conoscente Stefano e' raccontata molto ma molto meglio.
Poi ora mi viene in mente che una simile storia di una scimmia demonio avevo letto in una storia della scrittrice dannese Karen Bliksen.

Fausto ha detto...

emilia: In effetti la storia della scimmia, con l'angelo ed il demonio, ricorre in più di qualche racconto.
A presto.

Alessia ha detto...

Salve, avreste per cortesia delw foto della facciata sulla corte interna? Sto facendo uno studio sulle due monofore che danno sulla corte, ma in rete non ci sono foto sufficientemente dettagliate. Graziez infinitamente grata

Fausto ha detto...

Alessia: ti ringrazio per la richiesta, ma purtroppo non ho potuto scattare alcuna foto dalla corte. Buona serata.

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