I cani in barca a Venezia non sono certo una rarità. I cani in barca accompagnano i loro padroni in giro per i canali della città, ma a volte hanno diverse mansioni. Può capitare di vedere dei cani che facciano la guardia alle barche, come nel caso del pastore tedesco (vedi foto sotto), legato senza tanti scrupoli e in attesa del padrone. Di solito i cani sono abituati a stare in barca a Venezia, solo talvolta accade di vedere un cane pauroso che abbia paura dell'acqua. Anzi, succede che d'estate i cani liberi dai guinzagli si tuffino (spontaneamente, o incitati dai loro padroni) nei canali per fare una nuotata e rinfrescarsi, ma sempre con una certa prudenza. Dopo un primo momento di esitazione, anche i cani si godono il loro giro in barca, spesso abbaiando e scodinzolando, dimostrando così la loro contentezza. Il posto preferito dai cani è la prua della barca, un po' come i cani della terraferma che amano mettere la testa fuori dal finestrino delle macchine in corsa. I cani vanno con i loro padroni anche in vaporetto, ma hanno l'obbligo, quelli medi e piccoli, di essere al guinzaglio, mentre quelli grandi devono indossare anche la museruola. Nell'immagine sotto si nota come un cane di piccola taglia, mentre viaggia in vaporetto, stia guardando l'acqua senza problemi. Al contrario dei gatti di Venezia, i cani amano l'acqua e sono quindi ben disposti ad andare in barca. I veneziani apprezzano la loro compagnia, anche nelle loro escursioni domenicali. Sono infatti i loro più fedeli passeggeri!
giovedì 16 settembre 2010
mercoledì 15 settembre 2010
Monumento a Colleoni
Il monumento a Colleoni si trova a Venezia in Campo San Giovanni e Paolo. Il monumento a Colleoni viene considerato, a ragione, uno dei capolavori del Rinascimento e la scultura più importante presente in città. Questo monumento equestre venne eretto grazie ad un generoso lascito di Colleoni del valore di centomila ducati d'oro. Bartolomeo Colleoni (Solza 1395 - Malpaga 1475) fu tra i più grandi capitani di ventura del '400 e richiese che alla sua morte fosse eretto un monumento in suo onore in Piazza San Marco. Giocando d'astuzia il Senato della Serenissima acconsentì alla richiesta, ma poi finì per far erigere la statua in Campo San Giovanni e Paolo, che è pur sempre di fronte alla Scuola Grande di S. Marco (ora sede dell'Ospedale Civile di Venezia). L'esecuzione del monumento fu commissionata ad Andrea Verrocchio che cominciò la scultura in bronzo nel 1481 mentre venne inaugurata il 21 marzo 1496. Questo monumento equestre è ritenuto da alcuni il più bello al mondo. Il cavallo andante sembra vivo, tanto sono curati i suoi particolari, mentre il fiero portamento di Colleoni contribuisce a dare una visione austera dell'insieme. Negli ultimi cinquecento anni il monumento a Colleoni ha dominato questo campo centrale di Venezia, è stato ritratto da decine di pittori e ammirato da migliaia di visitatori. Negli anni scorsi la statua è stata oggetto di un delicato intervento di restauro. Le fermate del vaporetto più vicine per arrivare al monumento di Colleoni sono "Ospedale" e "Fondamente Nove" (linee 41, 42, 51, 52). Da Alloggi Barbaria si raggiunge il monumento a Colleoni con una passeggiata di soli tre minuti.
martedì 14 settembre 2010
Ventaglio a Venezia
Il ventaglio a Venezia è stato di moda durante questa calda estate che sta volgendo al termine. Il ventaglio a Venezia si è dimostrato utile per alleviare la calura a turiste e residenti, come dimostrano le foto del post. I ventagli possono avere diversi colori oppure essere monocromatici, alcuni sono eleganti, altri meno, ma le caratteristiche che devono proprio avere sono due: la resistenza e la leggerezza. Soprattutto nel settecento il ventaglio fu usato dalle donne a Venezia, e la sua popolarità e diffusione all'epoca divenne grande. A questo strumento (o forse sarebbe meglio dire "accessorio"?), fu dedicata addirittura una celebre e divertente commedia, "Il Ventaglio" appunto, scritta dal grande Carlo Goldoni nel 1764 durante il suo esilio volontario in Francia. Erano anni che non si vedevano tanti ventagli e ombrelli a Venezia (da sole). Nelle immagini si può notare dove viene adoperato il ventaglio a Venezia. Sicuramente ci si fa fresco per strada ma anche nei pontili in attesa della propria corsa, e spesso all'interno dei vaporetti, dove la temperatura è talvolta insopportabile. Infine vediamo un ventaglio esposto fuori da un negozio. Il prezzo è alla portata di tutti.
lunedì 13 settembre 2010
San Giacomo in Paludo
San Giacomo in Paludo è un'isola che si trova nella Laguna di Venezia, a nord della città. San Giacomo in Paludo è localizzata a circa metà strada tra le isole di Murano e Mazzorbo. Quest'isola ha potuto contare negli ultimi anni su qualche intervento di restauro e di salvaguardia, poiché versava in uno stato di abbandono e in condizioni pessime. E così a San Giacomo in Paludo sono stati rifatti gran parte dei muri di cinta, che erano caduti in acqua a causa del forte moto ondoso provocato dalle imbarcazioni che transitano vicino all'isola. Inoltre è stata ricostruita la caratteristica cavana (vedi foto sotto) che qualche anno fa era rovinosamente crollata. Attualmente non è possibile scendere nell'Isola di San Giacomo in Paludo, tuttavia si possono osservare dall'esterno la bella cavana di cui abbiamo parlato prima, alcuni edifici e un bassorilievo della Madonna con il Bambino all'interno di una edicola neogotica. Il tutto posto nel lato ovest dell'isola, dove passano i vaporetti. La storia di San Giacomo in Paludo inizia nel lontano 1046 quando Orso Badoaro attribuì a Giovanni Trono di Mazzorbo la proprietà di quel luogo, al tempo paludoso, affinché vi edificasse un ricovero (dedicato a San Giacomo Maggiore Apostolo) per i naviganti che fossero stati sorpresi dalla tempesta in laguna aperta. Dopo circa un secolo venne fondato a San Giacomo in Paludo un convento per le monache cistercensi che vi rimasero fino al 1440. Nel 1456 il luogo divenne ricovero per i lebbrosi finché essi vennero riportati a San Lazzaro. Quindi fu la volta dei frati minori conventuali e poi di una filiale del convento dei Frari. Quest'ultima venne soppressa nel 1810 e tutto il complesso religioso finì per essere abbattuto. L'ultima destinazione d'uso di San Giacomo in Paludo fu quella di fortino, prima sotto la dominazione austriaca e poi con l'esercito del Regno d'Italia. Per vedere l'Isola di San Giacomo in Paludo si deve prendere la linea LN fornita da Actv che parte da Fondamente Nove o da Murano (è lo stesso vaporetto che si deve prendere per fare una visita a Burano). Speriamo che quest'isola, adesso di proprietà della Parrocchia di Santa Maria degli Angeli presso Murano, possa tornare ad essere un luogo accessibile e frequentato anche se tutte le sue bellezze artistiche e architettoniche sono andate purtroppo perdute.
domenica 12 settembre 2010
Gondola con Felze
Una gondola con felze si è vista in Canal Grande nel pomeriggio durante il quale si è svolta la Regata Storica 2010. Una gondola con il felze è davvero una rarità a Venezia. Ai tempi della Serenissima invece la gondola con il felze era molto diffusa, specialmente nel settecento, come testimoniano le tele dei grandi vedutisti veneziani. Si possono tuttora ammirare infatti dei dipinti di Canaletto che mostrano numerose gondole con felze. Questo elemento della gondola era usato a quei tempi come fosse un salotto privato, a volte per colloqui riservati tra nobili ma più spesso per gli incontri galanti, che avvenivano quindi lontano da sguardi indiscreti. Il felze fu utilizzato più volte anche da Giacomo Casanova per le sue conquiste amorose. E' stato piacevole rivedere una gondola (dal nome "Arzanà") con il felze solcare il Canal Grande, che fu per secoli il suo scenario ideale. Le gondole con il felze erano tutte private, così come lo era quella che sfilava durante la Regata Storica. Le gondole private al giorno d'oggi sono quasi scomparse, dato il costo elevato per comprarle e poterne mantenere una. Tra le ultime proprietarie di una gondola privata possiamo annoverare la mecenate americana Peggy Guggenheim, che tuttavia si sarebbe ben guardata, per il suo essere un personaggio eccentrico, dal ricoprire la gondola con il felze. Al contrario, Peggy voleva essere osservata (e invidiata) da tutti, veneziani e turisti. Speriamo che la gondola con felze che abbiamo visto possa animare degli squeraroli alla costruzione di altri esemplari simili. Io credo che sarebbe un successo per i gondolieri proporre un servizio di giro in gondola con felze. Esso verrebbe molto apprezzato dagli innamorati che potrebbero trascorrere assieme dei momenti di intimità con il proprio partner, cullati dalle onde e provando le stesse emozioni che visse Casanova nel settecento. O forse al giorno d'oggi sarebbe troppo audace?
sabato 11 settembre 2010
Signora del Vento
La Signora del Vento è una bellissima goletta con tre alberi che naviga per il Mar Mediterraneo. Ho avuto la fortuna di vedere la Signora del Vento qualche tempo fa, ormeggiata in Riva San Biasio, nel sestiere di Castello. In quello stesso luogo si può vedere un ampio panorama del Bacino S. Marco e dell'Isola di San Giorgio Maggiore. In un primo momento avevo scambiato la Signora del Vento per la più famosa nave scuola Amerigo Vespucci, che ogni tanto viene a far visita a Venezia. Poi però, avvicinandomi con il vaporetto, mi sono reso conto che non era quella celebre imbarcazione, orgoglio della marina italiana. Tuttavia anche la Signora del Vento è una grande goletta, lunga circa 85 metri, che ha un aspetto maestoso. Peccato non fosse possibile visitare la Signora del Vento, che in quel momento era anche oggetto di manutenzione da parte del personale di bordo e controllata a vista da guardie giurate. Deve essere davvero una esperienza memorabile quella di fare una crociera in un'imbarcazione simile. Al momento mi accontento di aver visto la Signora del Vento dall'esterno, splendente sotto il sole di un pigro pomeriggio veneziano.
venerdì 10 settembre 2010
Postini a Venezia
I postini a Venezia devono conoscere bene le strade della città ed il suo complicato sistema di numeri civici. I postini a Venezia per svolgere il loro lavoro non hanno a disposizione un motorino o una macchina come succede normalmente nella terraferma, ma solo la .... forza delle proprie gambe. Sono passati i tempi in cui i postini a Venezia vestivano le loro classiche divise, ma questo credo sia accaduto un po' ovunque. Inoltre da alcuni anni i postini hanno in dotazione un carrello per portare lettere, raccomandate e cartoline. Roba da far invidia ai postini in pensione, che hanno portato per una vita un borsone a tracolla stracolmo di corrispondenza. Tutto comodo allora adesso per i postini di Venezia? Non direi proprio, perché ci sono pur sempre i ponti da superare, con i loro numerosi gradini, che vanno fatti uno ad uno con il carrello. I postini partono con il loro carico dal Fontego dei Tedeschi che è da decenni la sede centrale delle poste. Tuttavia tra qualche mese le poste dovranno andarsene da quel palazzo, poiché è stato comprato dal gruppo Benetton che intende anche cambiarne la destinazione d'uso. Il nuovo palazzo delle poste sarà trasferito a Ca' Faccanon (già sede de "Il Gazzettino" fino al 1977) che si trova in Calle delle Acque, a pochi passi dalle Mercerie. I postini invece sembra che dovranno traslocare, forse in Calle Racchetta a Cannaregio o presso la Riva de Biasio, non si sa ancora con certezza. I postini a Venezia ora sono delle figure un po' più anonime, nel senso che un tempo un postino rimaneva operativo in una stessa zona per molti anni, mentre adesso vengono rimpiazzati frequentemente. Comunque i postini a Venezia sono di sicuro tra le persone che conoscono meglio la città, perché devono sapersi muovere per calli e campi alla perfezione. Se avete bisogno di una indicazione e ne incontrate uno, non perdete l'occasione di chiedere: avrete di fronte la persona più adatta per ottenere le informazioni su come trovare quella strada di Venezia che nemmeno è segnata sulla vostra mappa!