sabato 7 agosto 2010

Reggimento Infanteria Veneto Real


Il Reggimento Infanteria Veneto Real rappresenta una rievocazione storica di un reggimento della milizia veneta veramente esistito nel settecento. Il 1° Reggimento Infanteria Veneto Real venne fondato nel 1685 dall'ultimo grande condottiero della Serenissima, Francesco Morosini, come corpo di elite, ossia in esso potevano arruolarsi solo i soldati scelti della Repubblica di Venezia che provenivano da qualsiasi luogo del suo dominio e non solo dalla città. Immaginatevi la mia sorpresa quando ho visto il Reggimento Infanteria Veneto Real, poiché non ne sapevo nulla della sua esistenza. Esso si trovava dislocato presso il Forte Sant'Andrea in concomitanza con la Festa della Sensa e svolgeva servizio di guardia alla Festa nell'Isola di Sant'Andrea e picchetto d'onore all'enorme gonfalone di San Marco posizionato sul Mastio del Forte, ossia sul suo punto più alto. Gli ufficiali del Reggimento Infanteria Veneto Real hanno anche effettuato delle visite guidate al Forte di Sant'Andrea, illustrandone le funzioni difensive e spiegando il ruolo che attualmente ricopre questo reggimento rievocativo. Il Reggimento Infanteria Veneto Real è infatti composto da appassionati della Serenissima che intendono divulgare la sua storia più che millenaria. I soldati e gli ufficiali del Reggimento Infanteria Veneto Real indossano delle perfette riproduzioni delle divise e delle armi della fanteria veneta negli anni appena precedenti alla caduta della Serenissima. Il colpo d'occhio, guardando questi soldati, era notevole. Sembrava di essere tornati indietro di oltre 200 anni e la loro presenza nel Forte di Sant'Andrea ne dava maggiore credibilità, quasi come il tempo non fosse mai trascorso. Attualmente il Reggimento Infanteria Veneto Real si impegna a presenziare a feste e commemorazioni della Serenissima, a Venezia, nel Veneto ma anche fuori dalla regione. Mi tornano in mente le parole del vice-comandante del reggimento al termine della sua visita guidata: "La Repubblica di Venezia non è caduta nel 1797: è stata solo temporaneamente sospesa!".








venerdì 6 agosto 2010

Campanile di San Giorgio


Il Campanile di San Giorgio si trova a Venezia nell'Isola di San Giorgio Maggiore presso l'omonima chiesa. Il Campanile di San Giorgio venne edificato nel 1467 ma crollò nel 1774, quindi fu ricostruito su progetto di Benedetto Buratti nel 1791 ed è quello che possiamo attualmente ammirare. Con i suoi 75 metri di altezza il Campanile di San Giorgio è tra i più elevati di Venezia e dalla sua cella campanaria si può ammirare una straordinaria veduta della città e della laguna circostante. Il Campanile di San Giorgio è facilmente visitabile grazie ad un ascensore che in pochi secondi ci porta fin sulla cella campanaria. Il costo del biglietto è di 3 euro e l'orario di visita è il seguente: 9,00-12,50 e 14,30-18,30 (orario estivo); 14,30-17,00 (orario invernale). Passo alla descrizione delle immagini di questo post (prossimamente ne seguiranno altri per completare il più possibile l'argomento). Sotto al titolo si vede il Campanile di San Giorgio vicino alla cupola della omonima chiesa. Quindi la statua di San Giorgio (le cui condizioni di conservazione sono tutt'altro che buone) che sovrasta la cupola della chiesa. Oltre il Canale della Giudecca con l'isola, si notano in lontananza i Colli Euganei che si trovano in provincia di Padova. La statua di San Giorgio con un ferry boat di passaggio a simbolizzare l'accostamento tra il moderno e l'antico. Una vista parziale dell'esclusiva piscina dell'Hotel Cipriani, all'estremità est della Giudecca. Un'immagine di quest'isola, con in primo piano la Chiesa delle Zitelle, poi la Chiesa del Redentore. Una veduta del Mulino Stucky. La Chiesa della Salute con la Punta della Dogana, dove una piccola folla si ferma a osservare la scultura del Ragazzo con la Rana. Infine un panorama verso ovest che mostra il sestiere di Dorso Duro. Per apprezzare meglio le foto suggerisco di cliccare sulle immagini per ingrandirle. Il Campanile di San Giorgio rappresenta, assieme a quello di S. Marco, una rara opportunità di vedere Venezia dall'alto senza faticare poiché c'è l'ascensore. Consiglio a chiunque di salire su questo campanile, fatta eccezione per chi soffre di vertigini, perché si gode la vista di un superbo panorama di Venezia. Un ultimo consiglio: cercate di salire presto perché la cella campanaria potrebbe essere davvero affollata in tarda mattinata e nel pomeriggio. La fermata del vaporetto più vicina per visitare questo campanile è "S. Giorgio" (linea 2).










giovedì 5 agosto 2010

Foto Rischiose alle Zattere


Foto rischiose alle Zattere? Certo non si tratta di un reportage di guerra ma comunque scattare delle foto rischiose lo si può fare da molti posti di Venezia. Per esempio sporgendosi dal balcone di un palazzo, da un ponte o anche da un .... campanile. In questo post voglio mettere in evidenza una serie di immagini che mostrano un turista impegnato in un reportage alle Zattere, che rischia di cadere in acqua pur senza alcun tipo di proccupazione. Nella sequenza delle mie immagini vediamo già sotto al titolo il turista mentre in una posizione precaria (su dei pali che emergono a pochi centimetri dall'acqua) scatta delle foto alla Chiesa dei Gesuati e forse anche alla sua compagna di viaggio. Sullo sfondo si nota il "nizioleto" relativo al Sotoportego dei Bisati, presso le Zattere. Quindi il turista si toglie la macchina fotografica che ha a tracolla e la porge alla sua compagna, che divertita quanto lui, gli scatta alcune foto. Da notare la posa con linguaccia e la soddisfazione per essere oggetto di una foto in equilibrio precario. Quindi con slancio il turista ritorna sulla Fondamenta delle Zattere senza esitazioni. Un mezzo passo falso ed una scivolata gli sarebbe costato un bagno imprevisto a Venezia, ma in mezzo alle onde agitate del Canale della Giudecca, non in un tranquillo rio della città. Un pizzico di incoscienza rende la vita più movimentata, si sa. Meglio non rischiare troppo però, ci potrebbe anche rovinare la vacanza.







mercoledì 4 agosto 2010

Vera da Pozzo di Canaletto


La vera da pozzo di Canaletto alla quale mi riferisco è quella relativa ad una immortalata in una sua celebre tela. Tale dipinto, dal titolo "Il Laboratorio dei Tagliapietra" (1730), mostra in basso a destra, cerchiata in rosso, una vera da pozzo quasi terminata, dentro alla quale sta effettuando gli ultimi ritocchi un'artigiana. Come è noto, Canaletto riproduceva su tela con molta fedeltà nei dettagli i luoghi della Venezia del settecento. Allora mi sono chiesto se avrei potuto individuare tra le centinaia di vere da pozzo di Venezia attuali (ma erano migliaia a quell'epoca) proprio quella dipinta da Canaletto. Una l'ho incontrata e non si trova in un luogo pubblico (che è tuttavia accessibile) e chissà se anche voi ritenete che proprio quella potrebbe essere la "vera da pozzo di Canaletto". Tuttavia non posso averne la certezza e sono sicuro che sarete in grado di trovare (e segnalare a me e agli altri lettori del blog) altre vere da pozzo simili in uno tra i siti web più completi sull'argomento, quello di Sergio Piovesan. Allora, buona caccia alla vera da pozzo di Canaletto e comunque in serata vi dirò dove ho scattato la foto che credo potrebbe corrispondere a quella del suo famoso dipinto, attualmente conservato alla National Gallery di Londra.


martedì 3 agosto 2010

Corte della Comare


Corte della Comare si trova a Venezia nel sestiere di Dorso Duro. La Corte della Comare è localizzata a pochi passi da Calle dei Cerchieri e a un paio di minuti di cammino da Campo San Barnaba. Questa corte di Venezia è un luogo molto tranquillo della città anche durante la stagione turistica e presenta alcune delle caratteristiche delle corti. Innanzitutto, per la toponomastica veneziana, la corte non deve avere uscita, altrimenti sarebbe denominata come campiello (tuttavia non sempre accade così). Poi nella Corte della Comare si può vedere una tipica scala esterna ed una bella vera da pozzo. A giudicare da come l'ha sagomata lo scalpellino tale vera da pozzo sembra risalire al periodo gotico. Per rendere armonioso l'insieme di questa corte c'è una riva sul Rio del Malpaga, con un sottoportico verso l'acqua con arco a tutto sesto. Completa la Corte della Comare una pianta rampicante tra la scala, la vera da pozzo ed il sottoportico che sbocca in canale. In italiano alla parola "comare" si dà il significato di madrina ma a Venezia la si associa a donna pettegola, che si fa gli affari degli altri. Risulta inevitabile l'accostamento con Carlo Goldoni che spesso seppe animare le sue commedie proprio con le comari, provocando battibecchi e malintesi. La Corte della Comare, come altri luoghi calmi di Venezia, merita senz'altro una visita e qualche minuto di sosta per assaporarne il suo ambiente antico e rilassante. La fermata del vaporetto più vicina per arrivare alla Corte della Comare è "Ca' Rezzonico" (linea 1).




lunedì 2 agosto 2010

Pediluvio in Canal Grande


La pratica del pediluvio in Canal Grande è diventata una delle attività preferite dai turisti che visitano Venezia nelle ultime settimane. Il pediluvio in Canal Grande dovrebbe venire sanzionato con una multa da parte dei vigili urbani, poichè in tutte le acque interne di Venezia vige il divieto di balneazione. E qui si pone il problema per i vigili: per divieto di balneazione si intende fare il bagno o anche solamente immergere le gambe nelle nobili acque del Canal Grande? Nel dubbio i vigili lasciano fare, poiché la stragrande maggiornaza dei pediluvi avviene di fronte agli uffici amministrativi del Comune di Venezia, in pieno centro della città quindi, e specificatamente lungo il Canal Grande. Siamo d'accordo, il mese di luglio appena trascorso è stato particolarmente caldo e l'afa si è fatta sentire. Tuttavia ci sono numerose fontane a Venezia per bere e rinfrescarsi e mai nessun veneziano si sognerebbe di fare un pediluvio in Canal Grande. L'acqua non è di sicuro così pulita da immergerci i piedi e ai residenti resta ancora un minimo di educazione civica per evitare di compiere tali atti, davvero disdicevoli a mio modo di vedere. Nelle foto vediamo famiglie ed interi gruppi di persone fare il pediluvio (collettivo) in Canal Grande, senza sentire grandi sensi di colpa, anzi. Nell'ultima immagine una persona pulisce (?) un contenitore di plastica per alimenti nelle acque del Canal Grande.
Coraggio, incoscienza o semplice mancanza di educazione?





domenica 1 agosto 2010

Cavalli Marini


I cavalli marini ci sono a Venezia e si possono vedere tutti i giorni, con buona pace degli scettici. I cavalli marini in questione non sono degli animali in carne ed ossa, comunque di origine mitologica, ma bensì degli ornamenti posti sulle fiancate delle gondole. I cavalli marini sono fatti solitamente in ottone ed anticamente (ma anche nel recente passato) erano fabbricati da negozi artigiani denominati "ottonai e lustraferi". Tali negozi sono quasi scomparsi a Venezia, uno degli ultimi a chiudere (quest'anno) si trovava tra il Campiello dei Squellini e il Campo San Barnaba, in Calle del Fabbro. Al suo posto è stato aperto un negozio di ceramiche moderne. Con la chiusura degli ottonai e lustraferi se ne va un altro pezzo della storia di Venezia. Attualmente i cavalli marini che vanno ad ornare le nuove gondole sono fatti in serie, spesso fuori città, con stampi che li riproducono uguali, a decine. Il che significa che un giorno tutti i cavalli marini che orneranno le gondole saranno tutti identici. Nel frattempo ci possiamo godere i cavalli marini fatti ancora dai negozi artigiani, tutti simili, ma con qualche particolare che li rende unici. I gondolieri passano molto del loro tempo libero a lucidare i cavalli marini della loro imbarcazione, poiché, essendo in ottone, hanno la tendenza ad ossidarsi presto, specialmente con l'umidità di Venezia e con le gocce d'acqua salata che spesso li bagnano. A volte l'anzianità di una gondola la si può valutare anche dalle condizioni dei cavalli marini che la adornano. Chi abbia pensato per primo a mettere dei cavalli marini in ottone sulle fiancate delle gondole non si sa.
Però ha avuto una gran bella idea.




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