Di ombrelli a Venezia questa estate se ne vedono a dozzine. Mi riferisco agli ombrelli detti anche parasole e non quelli da utilizzare per la pioggia! In effetti l'alta pressione che sta mantenendosi in questi giorni in gran parte dell'Europa garantisce lunghe ore di torrido sole, per cui gli ombrelli spuntano come funghi a Venezia. Essi servono soprattutto a proteggere i visitatori nordici che hanno una carnagione molto chiara e rischiano di prendersi delle brutte scottature. Ma anche a salvaguardare i bambini che naturalmente hanno la pelle delicata e quindi gli ombrelli per coprirli durante le ore di maggior sole sono un accorgimento che gli adulti devono prevedere (e che consiglio vivamente) fin dalla partenza per la loro vacanza a Venezia. Quest'anno gli ombrelli di tendenza che si usano di più a Venezia sono quelli in stile orientale, non si sa se il fatto sia dovuto alla loro leggerezza o al costo davvero contenuto. Basta fare una breve passeggiata per la città per rendersi conto di quanti ombrelli di questo tipo ci siano in circolazione. Mi immagino che siano indispensabili gli ombrelli a chi si mette in coda per visitare la Basilica di San Marco, il sole laggiù è talmente forte durante la giornata che potrebbe far cadere stecchiti a terra anche i piccioni! La mia impressione è quella che gli ombrelli vengano usati di più dagli escursionisti, cioè da quelle persone che visitano Venezia dalla mattina alla sera (un vero "tour de force"!). Mentre chi soggiorna qualche tempo in città preferisce rimanere in albergo durante le ore più calde della giornata, dove l'aria condizionata rappresenta un grande confort (che noi abbiamo ad Alloggi Barbaria). I nostri clienti preferiscono uscire di mattina o di sera per evitare un sole troppo forte. Comunque dopo un lungo inverno le persone (per la stragrande maggioranza donne) sembrano accettare di buon grado il sole estivo e portarsi appresso un ombrello o parasole a Venezia non è poi così scomodo, dopo tutto.
mercoledì 14 luglio 2010
martedì 13 luglio 2010
Campanile di Santa Maria Mater Domini
Infine, per chiudere in bellezza, propongo un quiz: quanti e quali campanili di Venezia riuscite a riconoscere nell'ultima foto?
lunedì 12 luglio 2010
Leoni senza Muso
Ci sono dei leoni senza muso a Venezia. Non bastassero tutti i leoni di San Marco in marmo scalpellati o sfregiati alla fine della Serenissima. Infatti questa coppia di leoni in legno è curiosamente senza muso. Saranno stati intagliati così sul legno oppure i musi sono stati piallati in seguito.... Non è comunque un quesito dalla facile risposta.
Chi sa dire dove si trova a Venezia questa coppia di leoni senza muso?
domenica 11 luglio 2010
Festa in Campo San Giacomo dall'Orio
La festa in Campo San Giacomo dall'Orio si svolge a Venezia nel sestiere di Santa Croce. Questa festa, che viene organizzata come ogni anno dalla Benefica San Giacomo dall'Orio, si terrà dal 17 al 24 luglio 2010 compreso. Anche questa sagra, al pari della Festa di San Pietro di Castello, è un appuntamento tradizionale dell'estate in città, che i veneziani dimostrano di gradire ogni anno. Durante la festa in Campo San Giacomo dall'Orio saranno attivi alcuni stand gastronomici che proporranno come di consueto i principali piatti della cucina veneziana, mentre tra le bibite non mancheranno birre fresche e vini regionali. Saranno allestite numerose tavole per ospitare chi vorrà intrattenersi alla festa e cenare in compagnia di famiglia o amici. Ogni serata sarà attiva una pesca di beneficenza, il cui ricavato verrà interamente devoluto ad iniziative di sostegno per persone bisognose o disabili. Attualmente sono già stati montati gli stand della festa (vedi foto in alto), mentre al centro di Campo San Giacomo dall'Orio verrà piazzato un palco dove si esibirà ogni sera un gruppo musicale diverso. I concerti avranno inizio alle ore 21,00.
Di seguito indichiamo il programma dei concerti. Sabato 17 luglio saranno in scena "Gli Uragani", mitico gruppo degli anni '60 che mosse i primi passi a Mestre. Domenica 18 luglio i "Pittura Stail" renderanno omaggio alla musica dei "Pitura Freska". Lunedi 19 gli "Spazio Zero" suoneranno i successi dagli anni '70 agli anni '90. Martedi 20 luglio sarà compito degli "Ska-J" ravvivare la festa di San Giacomo dall'Orio con il loro divertente stile musicale ska-jazz. Mercoledi 21 "Alex & Cristina" proporranno musica da ballo. Giovedi 22 luglio "Le Menti di Tetsuia" suoneranno le mai dimenticate canzoni dei cartoni animati degli anni '70 e '80. Venerdi 23 sarà la volta dei "Batistococo" e della loro salsa in versione veneziana. Sabato 24 infine si esibirà, alle 19,45 però, il "Quartetto Soledad", dove il tango ballato e suonato la farà da padrone. Sempre sabato 24 luglio alle ore 21,30 ci sarà la grande tombola che di fatto chiuderà questa edizione della festa di San Giacomo dall'Orio. Come si può notare dal programma, le occasioni per divertirsi non mancheranno. Invito quindi chiunque si trovasse a Venezia in quei giorni ad intervenire alla festa di San Giacomo dall'Orio, la quale, non ci stancheremo di ricordarlo, si tiene grazie ad un tenace e lodevole gruppo di volontari che devolve al termine di questa sagra l'intero ricavato in opere di beneficenza. La fermata del vaporetto più vicina per arrivare alla festa di San Giacomo dall'Orio è "S. Stae" (linea 1). Partecipando alla festa, vi divertirete e contribuirete ad aiutare chi ne ha bisogno. Davvero.
sabato 10 luglio 2010
Colori di Burano
I colori di Burano hanno reso famosa quest'isola almeno quanto lo è per i suoi meravigliosi merletti. I colori di Burano sono sgargianti sugli esterni delle case, ma spesso anche sulle porte e sulle imposte. Non vi è alcun limite alla tonalità del colore, a condizione che essa sia uniforme (non a pois o a righe, per intenderci). A Venezia i colori degli edifici sono molto più sobri, mentre durante il cinquecento le case della Serenissima venivano pitturate per la maggior parte con il colore rosso, al punto di ricevere appunto l'appellativo di "città rossa". Alcuni di voi già sapranno il motivo dei colori contrastanti di Burano, ma per gli altri fornisco una breve spiegazione. Burano è sempre stata un'isola di pescatori, per cui capitava, specialmente durante l'inverno, che ci fosse in laguna una fitta nebbia. Gli abitanti di Burano decisero allora di dipingere le proprie case con colori sgargianti per poterle riconoscere facilmente quando ritornavano dalla pesca. Tale tradizione è stata tramandata fino ai giorni nostri, come si evince dalle immagini. I colori di Burano attirarono inoltre nell'isola, nei primi decenni del secolo scorso una quantità notevole di pittori che venne definita con il nome di Scuola di Burano. Essa non era un istituto per apprendere a dipingere, ma piuttosto un vero movimento pittorico che fu lungamente acclamato. I più apprezzati pittori di questa Burano ancora antica furono prima Gino Rossi e Umberto Moggioli e poi Pio Semeghini, che furono gli autentici ispiratori e maestri della Scuola di Burano. Già negli anni '50 del secolo scorso quel movimento pittorico poteva considerarsi purtroppo estinto. Adesso i colori di Burano vengono immortalati dai fotografi che numerosi si cimentano tra calli e fondamente dell'isola. Per chi ama i colori e la fotografia è davvero doverosa e piacevole una visita a Burano.
venerdì 9 luglio 2010
Visita a Burano
Qui si scende e si gira a destra, si attraversa il grande Ponte Donà per andare al pontile dal quale parte la linea LN (durante il giorno ai minuti .10 e .40 di ogni ora), che effettua poi una breve fermata all'imbarcadero "Murano Faro". Quindi il vaporetto continua la sua corsa verso la Laguna Nord, si ferma ancora a Mazzorbo ed infine arriva all'Isola di Burano. Da "Fondamente Nove" a Burano si impiegano circa 40 minuti di vaporetto. Il mio consiglio è quello di acquistare nelle biglietterie principali per ogni persona almeno un biglietto Actv da 12 ore (attualmente costa 16 euro), che consente di risparmiare rispetto alla corsa singola. Il biglietto va convalidato prima della partenza nelle macchine Imob.
Appena arrivati a Burano c'è un parco pubblico che si presta perfettamente per i pic-nic, essendoci anche qualche panchina all'ombra. Dopo aver consumato il nostro frugale pasto si può cominciare la nostra visita a Burano. Fin dalle prime viuzze ci si rende conto che nell'isola sono presenti una miriade di negozi che vendono merletti. Gli eventuali acquisti vanno fatti con estrema cautela, poiché i prezzi variano di molto da un posto all'altro. In alcuni negozi si trovano merletti fatti a mano (decisamente più cari), in altri sono presenti dei merletti fatti a macchina. Serve perciò l'occhio allenato di un'esperta per capirne (e apprezzarne) la differenza.
Ci si può addentrare nelle altre calli e campielli di Burano ma l'isola non è troppo grande e quindi si passa sicuramente almeno una volta per Via Galuppi che è la strada principale dell'isola. Tale strada deve il nome al suo più illustre cittadino, un musicista del '700, Baldassare Galuppi. Anche questa strada è piena di negozi che vendono merletti ma anche di ristoranti, il più famoso dei quali (non il più economico) è la Trattoria da Romano.
Proseguendo il nostro cammino si giunge in Piazza Galuppi dove è posto un busto del musicista e dove sorge il Museo del Merletto con annessa scuola di merletto (attualmente entrambi chiusi).
Dalla Piazza si nota la Chiesa di San Martino, vescovo di Tours, che è anche il protettore di Burano, con il caratteristico campanile pendente.
Oltre la chiesa di gode di un panorama della laguna con, in lontananza, l'isola di San Francesco del Deserto. Poi ci si può perdere ovunque per calli, campielli e fondamente, cercando di scoprire gli angoli più nascosti che regalano sempre scorci interessanti da ammirare, con i tipici colori di Burano, così sgargianti negli esterni delle case.
Il dolce tipico dell'isola di chiama bussolà ed è squisito, da provare. Verso sera comunque l'isola si svuota di turisti e ci sembra di immaginare come potesse essere Venezia qualche secolo fa. Al termine della vostra visita a Burano avrete sicuramente dei bei ricordi e la sensazione che vorrete tornarci un giorno.
La partenza del vaporetto LN verso Venezia - Fondamente Nove avviene dal pontile di Burano ai minuti .26 e .56 di ogni ora durante il giorno e di sera. La visita di Burano la si può godere maggiormente in inverno, quando ci sono meno turisti, tuttavia con la bella stagione si hanno più ore di luce e quindi il divertimento è assicurato.
Non vi è ancora venuta la voglia di fare una visita a Burano?
giovedì 8 luglio 2010
Patere dei Quattro Evangelisti
Le patere dei quattro evangelisti non sono molto frequenti a Venezia. Mentre è possibile vedere dei bassorilievi o comunque delle rappresentazioni dei quattro evengelisti in marmo o in mosaico, anche nelle chiese. Quindi le patere che ho notato ieri mattina non sono comuni in città. Esse si trovano al termine della Fondamenta del Banco Salviati nel sestiere di S. Polo, posizionate su di una casa restaurata non troppo tempo fa. La fortuna di queste quattro patere è che comunque, seppure insolitamente lontane tra di esse, non sono andate disperse nonostante le patere risalgano al periodo veneto-bizantino ma anche (più raramente) all'epoca gotica. La maggioranza delle patere che si vedono oggigiorno a Venezia furono salvate semplicemente recuperandole dagli edifici antichi che furono abbattuti per far posto ad altri nuovi. Com'è noto, i quattro evangelisti sono rappresentati in maniera diversa. San Marco con il leone, San Giovanni con l'aquila, San Luca con il bue e San Matteo come angelo alato. Tali simboli si vedono un po' ovunque in città, ma a volte sono visibili sulle cupole all'interno delle chiese di Venezia. Sapreste descrivere dove se ne trovano altri?