domenica 10 ottobre 2010

Leoni di San Marco a Rovereto


Ci sono leoni di San Marco a Rovereto, anche se siamo a centinaia di chilometri da Venezia. I leoni di Rovereto testimoniano quanto questa città sia rimasta legata alla Serenissima seppure essa vi abbia dominato per meno di un secolo. La Repubblica di Venezia infatti governò su Rovereto dal 1418 fino al 1509, quando, a seguito del conflitto scatenato dalla Lega di Cambrai, essa ne perse il controllo a favore dell'Impero Austro-Ungarico. Rovereto si trova in provincia di Trento, ben distante dalle acque della laguna, ciò nonostante i suoi leoni sono ancora in bella mostra dopo oltre cinque secoli.
Mi sono recato a Rovereto la scorsa estate per vedere una mostra fotografica presso il museo di arte contemporanea, denominato MART. Per le strade di quella città mi sono piacevolmente imbattuto su dei leoni di San Marco, essi sono il ricordo di un secolo di storia che sembra essere stato indelebile per questa località. Un notevole leone alato campeggia sulla parte alta della facciata della Chiesa di San Marco, poco più avanti si erge la bella porta San Marco, lungo la via principale del centro storico di Rovereto. Su di un edificio vi è dipinto un altro leone di San Marco con gli stemmi nobiliari dei tredici dogi che governarono, tra i vasti domìni della Serenissima, anche questa città. Altre foto mostrano delle torri ed il castello di Rovereto. L'ultima immagine rappresenta una parte della avveniristica cupola del MART. In sintesi Rovereto ha saputo coniugare al meglio la parte antica della città con quella moderna.
I leoni di San Marco di Rovereto mi hanno emozionato: un po' del cuore di Venezia batte anche qui.







14 commenti:

Yvonne ha detto...

You made me go to my map of Italy, to see exactly where Rovereto is. What a lovely setting for this town. Thank you for an informative blog, once again.

Regards.

Pier ha detto...

che faccia triste il primo leone.
E' interessante l'evoluzione dello stemma della serenoissima nel tempo, per esempio la scelta di rappresentarlo con il libro aperto o chiuso oppure con la punta della coda verso l'alto.

Fausto ha detto...

Yvonne: Rovereto is not so close to Venice. However, the lions are at home there too!
Many thanks for following so constantly this blog.
Kind regards.

Pier: In effetti l'espressione del muso del primo leone non è poi così allegra. L'evoluzione nei secoli delle rappresentazioni del leone di San Marco come simbolo della Serenissima merita davvero attenzione. Le sue diverse posizioni assunsero nel tempo diverse interpretazioni.
Ciao.

iRiMiKi ha detto...

Gli anni del dominio veneziano furono molto proficui per le comunità montane che si sono arricchite molto grazie al commercio di legname con la Serenissima. Il Trentino forniva l'abete rosso e il larice per le costruzioni navali e per l'edilizia. L'esercito veneziano fu sconfitto dai tirolesi al Castel Beseno (se vi capita di essere in zona, merita una visita), a pochi chilometri da Folgaria, durante la famosa battaglia di Calliano. Per i folgaretani la fine dell'"invasione" significò la perdita di una grossa opportunità di commercio...

Yvonne ha detto...

I am reading (again) The City of Falling Angels, and when I got to the part about Mario Stefani, I remembered you had done an article about the unveiling of a plaque at his 'home' in campo San Giocamo dell' Orio. (See, I do pay attention!) So, I just found it, and read it again, and will look for that memorial next year.

Anonimo ha detto...

sole per dire che anche a Crema (in provincia di Cremona) sul palazzo del Comune e in altri luoghi puoi trovare il Leone di San Marco. Facevamo parte della Repubblica Veneta e i segni sono rimasti.

Fausto ha detto...

Irina: Grazie per queste utili informazioni sul rapporto commerciale che fu instaurato tra Repubblica di Venezia e comunità montane. Non stupisce il fatto che esse rimpiansero la Serenissima a lungo. Credo che Venezia non considerò mai gli abitanti dei suoi domìni come dei veri e propri sudditi, ma piuttosto come dei "partners" economici.
Buona giornata.

Yvonne: Many thanks for paying attention to that article. Stefani was a great poet, he is still celebrated in Venice.
Kind regards.

Anonimo: In effetti le testimonianze della presenza della Serenissima tra Lombardia e Friuli-Venezia Giulia (passando per il Veneto) sono ancora evidenti grazie ai Leoni di San Marco dipinti o scolpiti in vari luoghi. Senza dimenticare quelli dei domìni d'oltremare in Istria, Dalmazia, Grecia, ecc.. Sarebbe per me un piacere mostrare le foto dei leoni sparsi negli ex possedimenti della Serenissima. Lancio quindi un appello: invito i lettori (fedeli e occasionali) ad inviarmi delle immagini inedite relative ai leoni di San Marco e alle località in cui si trovano. Sarà per me un grande piacere pubblicarle nel blog citandone l'autore. Grazie.
Ciao.

iRiMiKi ha detto...

"Venezia non considerò mai gli abitanti dei suoi domìni come dei veri e propri sudditi, ma piuttosto come dei "partners" economici" E' proprio vero. Pensa che esisteva addirittura una legge della Serenissima che prevedeva il rimboschimento obbligatorio delle foreste in Trentino...

Fausto ha detto...

Irina: Allora la Serenissima aveva un governo all'avanguardia per quei tempi. La lungimiranza di preservare gli ambienti boschivi dimostra un sentimento ecologista molto raro nei secoli scorsi.
Buona serata.

marshall ha detto...

Per tua conoscenza, anche a Nova Milanese c'è una bella villa nuova "di pacca", posta sul lungo Canale Villoresi, al cui ingresso, all'inizio di una bella scalinata in marmo e parapetto in muratura rivestito in granito, c'è un bel bassorilievo raffigurante il Leone di San Marco, con libro aperto tra le zampe, uguale al simbolo delle Assicurazioni Generali.
Quando torno da quelle parti, mi premunisco di macchina fotografica e ti invio la foto. Se riesco, faccio pure un'intervista al proprietario e la pubblico sul blog.
Ciao.

marshall ha detto...

Fausto,
ho un ricordo personale, che semmai ti racconterò in privato, per via della privacy, legato proprio a quel museo.
Ciao.

Fausto ha detto...

Mario: Come si evince dalla tua testimonianza, i leoni di San Marco sono diffusi anche in località distanti da Venezia.
Attendiamo qualche foto e l'intervista promessa.
Ciao.

marshall ha detto...

Trovo molto istruttivi i commenti con testimonianze di IRIMIKI e dell'anonimo Cremasco, e il contenuto delle tue risposte.
Noto in tutti un grande amore per la storia di Venezia. Buon segno: complimenti!

cittadinanza austriaca ha detto...

Peccato che la facciata della Chiesa fu rifatta completamente dopo il 1918 per darle un tono "veneziano" e che quel Leone di San Marco è un falso storico, apposto dal fascismo. Prima del 1918 non c'era alcun Leone Marciano a Rovereto.

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