domenica 25 aprile 2010

Chiostro della Trinità


Il Chiostro della Trinità si trova a Venezia ed è localizzato all'interno del Convento di Santa Maria dei Frari. Il Chiostro della Trinità non è l'unico a trovarsi in questo complesso conventuale, ne esistono infatti altri due: il Chiostro di Sant'Antonio (attualmente in restauro) ed il Chiostro di San Niccolò della Lattuga. Quest'ultimo aveva annesso un orto così vasto che già nel 1232 i suoi prodotti venivano venduti anche al mercato di Rialto. I primi due chiostri sono di proprietà dell'Archivio di Stato, mentre il terzo appartiene alla Parrocchia dei Frari. Il Convento di Santa Maria Gloriosa dei Frari, chiamato semplicemente "dei Frari", ha delle origini antiche ma conseguenti alla chiesa. Nel 1231 il doge Jacopo Tiepolo dona un terreno all'Ordine Francescano affinchè possa costruire una chiesa (essa misurava solo 14 metri di lunghezza ed era ampia 7), con annesso un convento. Già venti anni dopo la chiesa, a causa della grande quantità di pelllegrini che la frequenta, viene riedificata con il doppio delle dimensioni primitive.


Infine nel 1330 circa, si cominciarono i lavori per costruire in stile gotico l'attuale Chiesa dei Frari, che poi diventerà basilica. Il Convento dei Frari aumenterà le proprie dimensioni in proporzione alla chiesa, diventando tra i conventi più grandi di Venezia. Al suo interno si trovavano ben 300 ampie celle per ospitare i frati francescani, il più illustre dei quali fu il grande cartografo Vincenzo Maria Coronelli, francescano che qui trascorse gran parte della propria vita. Il convento venne chiuso nel 1810 a seguito delle riforme napoleoniche ma già dal 1822 esso divenne sede dell'Archivio Veneto grazie a Jacopo Chiodo e successivamente, con l'annessione di Venezia al Regno d'Italia, esso cambierà nome in Archivio di Stato. Ma torniamo a parlare del Chiostro della Trinità. Esso deve il proprio nome al gruppo scultoreo posto su un supporto in marmo che giace al di sopra della vera da pozzo al centro del cortile. Sono raffigurati infatti il Padre, il Figlio (che regge una croce) e lo Spirito Santo, rappresentato da una colomba che irradia luce. Il Chiostro della Trinità era aperto anche alla popolazione che aveva così libero accesso all'acqua del pozzo. Tale acqua, seppur non potabile, venne utilizzata per uso domestico anche negli ultimi anni della seconda guerra mondiale.


Il Chiostro della Trinità era anche chiamato Chiostro Pubblico o Chiostro dei Morti, poichè al suo interno trovarono sepoltura dei frati ed alcune personalità. Dentro al Chiostro della Trinità sono posizionate anche delle sculture che rappresentano i quattro arcangeli. Il chiostro come lo vediamo adesso, con le sculture, venne realizzato nel '500 mentre il porticato con la terrazza venne completato nel XVIII secolo. Il loggiato circonda completamente il Chiostro della Trinità con degli archi a tutto sesto. Lungo il perimetro del chiostro erano localizzati inoltre il refettorio estivo e quello invernale ma anche la Sala Capitolare. Il Chiostro della Trinità è aperto raramente al pubblico, vi si ha accesso solo durante la Settimana della Cultura in primavera e in occasione di mostre o esibizioni speciali. L'entrata, normalmente chiusa, si trova sulla facciata dell'Archivio di Stato, a sinistra, adiacente alla Chiesa dei Frari. Sul lato del vicino Ponte dei Frari si può vedere il simbolo dell'Ordine dei Francescani in marmo con una croce e due braccia incrociate. Un braccio è nudo mentre l'altro indossa il saio, entrambi portano sulle mani le sacre stimmate. La fermata del vaporetto più vicina per arrivare in Campo dei Frari e quindi al Chiostro della Trinità è "S. Tomà" (linee 1 e 2).

Ecco un mio breve filmato sul Chiostro della Trinità.







9 commenti:

AnnaLivia ha detto...

Ciao Fausto,
merci pour ce très intéressant reportage! J'image que tu as fait la visite guidée dans le cadre le la Semaine de la Culture. La prochaine fois, faudra que je vise cette semaine pour venir à Venise.
Bon dimanche,
a presto

emilia ha detto...

Bravo Fausto, molto ben raccontato :) noi l'abbiamo visitato d'estate.

venezianormanna ha detto...

Ahimè Fausto, la settimana della cultura si svolge in questo periodo cosi, quest'anno, ancora, non potremo visitare questo chiostro in maggio.

Buona giornata

norma c ha detto...

Je note pour un prochain séjour (hélas non encore programmé), merci de nous faire visiter cet endroit merveileux et quasimant secret...

Anne ha detto...

Permettez-moi de vous remercier particulièrement pour votre publication qui me ravit: ce cloître est, en effet, un de mes préférés à Venise et j'en admire les sculptures chaque fois que je le visite.
Bon dimanche!
Anne

iRiMiKi ha detto...

Grazie Fausto, è sempre bello il tuo modo di raccontare Venezia.
Come è andata la Festa del Bocolo?

Fausto ha detto...

AnnaLivia: J'ai fait un tour dans le Chiostro della Trinità après avoir tenté d'entrer pendant plusieurs mois. Au cours de la Semaine de la Culture, vous pouvez obtenir gratuitement, entre autres endroits, même aux Gallerie dell'Accademia et à la Ca' d'Oro.
A presto.

emilia: Ed hai avuto una grande fortuna nell'averlo trovato aperto!
Io ci passo davanti tutti i giorni e ho dovuto aspettare la Settimana della Cultura per poterlo visitare.
A presto.

venezianormanna: E' un peccato che il Chiostro della Trinità sia così poco accessibile al pubblico. Lo si può certamente considerare tra i più bei chiostri di Venezia.
Buona serata.

norma c: Ce n'est pas un endroit secret, mais très intéressant et difficile à visiter. A voir.
A bientôt.

Irina: Ti ringrazio. La Festa del Bòcolo è stata baciata dal sole e deliziata da una tiepida temperatura primaverile.
A presto.

marshall ha detto...

Stupendo!!
Ho fatto anche un altro giro intorno al Campo dei Frari, con Venezia.360map.
Una domanda: voi Veneziani avete il tempo per godervi tutte queste bellezze?
Una constatazione: Gli antichi veneziani ce l'avevano proprio nel sangue l'arte del bello!
Intorno lì è tutta una bomboniera.
Perchè Venezia si spopola di continuo??? Possibile che i suoi abitanti non trovano lì un'occupazione, con tutto quel ben di Dio da curare e preservare?

Fausto ha detto...

Mario: In effetti non tutti i veneziani hanno il tempo (o la voglia) per esplorare la città. La zona dei Frari è tra le più belle ed interessanti di Venezia.
La città continua a perdere i suoi abitanti per molti motivi, ma soprattutto per il caro affitti.
I posti di lavoro attualmente disponibili sono già tutti assegnati. In un momento economico poco brillante come quello in cui stiamo vivendo, neanche a Venezia ci si può permettere di assumere del nuovo personale addetto alla custodia e preservazione dei luoghi di interesse artistico, purtroppo.
Ciao.

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