domenica 6 novembre 2011

Invasione Cinese a Venezia


Invasione Cinese a Venezia? Che nessuno si metta in allarme, la città non è sotto assedio e non si vedono in giro persone armate. Infatti l'invasione cinese in atto a Venezia è puramente di tipo economico. Negli ultimi anni sono stati aperti nella Città dei Dogi numerosi ristoranti cinesi ma anche rilevati dei bar. Non solo nelle zone periferiche ma anche in luoghi centralissimi della città. 
In questi mesi poi si è visto un gran proliferare di negozi gestiti da cittadini cinesi che vendono borse da donna e pelletteria. Questa particolare invasione cinese a Venezia sembra proprio inarrestabile, e a farne le spese sono state delle attività gestite da residenti. E quindi sono scomparsi negozi tipici, solo per citarne alcuni, quali una cartoleria in Calle della Bissa (vedi foto in alto), una libreria in Salizada San Lio e la fioreria Biancat vicino al Ponte dei Meloni, Quest'ultima era aperta da decenni. Il tutto avviene in modo indolore, quasi senza accorgersene. I veneziani sembrano ormai abituati a farsi servire uno spritz da un nativo di Shangai piuttosto che da uno di Castello. Pur non esistendo una vera Chinatown a Venezia, l'invasione cinese ha ormai assunto proporzioni notevoli. Ma penso che la situazione attuale a Venezia sia simile a quella di altre città italiane ed europee, voi che ne dite?
Ah, mi stavo dimenticando, l'ultima immagine mostra la vetrina di quello che un tempo era il salone del mio barbiere. Adesso in quel negozio si vendono vetri, souvenir e cartoline. 
Che tristezza…. 


20 commenti:

Maïté ha detto...

Bonjour Fausto, jusqu'où va aller cette invasion ; l'autre jour j'ai aussi remarqué beaucoup de marchands de fruits et légumes tenus par des indiens, au Rialto et sur le rio terra San Leonardo. Pourquoi ces magasins sont-ils vendus aux étrangers ? Bon dimanche, a presto !

Gianfranco Dalll'Omo ha detto...

Fra poco avremo un sindaco cinese,un patriarca cinese, i vigili urbani tutti cinesi.
Vedi Fausto io sono un anti fascista al 100 x 100, ma si sta avverando una frase che disse quella canaglia di Mussolini:"Attenzione al pericolo giallo", ha avuto ragione. Gianfranco Dall'Omo

VenetiaMicio ha detto...

Effectivement je l'ai constaté depuis quelques années malheureusement. Je suis triste de savoir que Biancat a suivi le même chemin, le fleuriste préféré du commissaire Brunetti et le mien quand je devais offrir des fleurs ! Ce qui m'agace c'est de voir des petits restos vénitiens tenus par des Chinois, je l'ai vu près de la Pescheria.
Bon dimanche
Danielle

Alessandra ha detto...

Incredibile...
L'ultima volta che sono stata a Venezia è stato 14 anni fa e la società era diversa,nemmeno a Milano erano arrivati i cinesi,e adesso abbiamo addirittura la nostra China Town in via Paolo Sarpi.Devo dire che comunque per la mia esperienza è un popolo discreto nei modi,e la cui cultura mi incuriosisce.
Però capisco che ci sono posti come Venezia che tali dovrebbero rimanere...
E' che qualcuno vende loro i negozi...mah...discorso complesso!
Buona domenica Fausto!

Claudio ha detto...

Fausto,l'ultima volta in cui ho visitato Venezia,ho fatto una pausa in uno dei tipici campielli,sedendomi in un bar all'aperto per gustare un caffè e una brioche:sono stato spiacevolmente sorpreso quando ho contatato che la gestione era cinese;lasciamo perdere i soliti discorsi sul razzismo,ma quando mi reco in una città che gronda storia e intendo assaggiare qualche cosa di tradizionale mi aspetto di imbattermi in qualcuno che,in qualche modo di tale tradizione sia un sia prosecutore.Venezia muore anche così,e che sgomento constatarlo!

Fausto ha detto...

Maité: Ces magasins sont vendus à des étrangers parce qu'ils paient plus que les résidents. Ces sont les règles du libre marché. Si à l'avenir ne seront pas imposées des règles, il y aura seulement quelques magasins gérés par les Vénitiens dans la ville.
Bon dimanche.

Gainfranco: Non lo ridurrei solo ad un "problema cinese". Molti altri negozi sono infatti gestiti da "foresti" di altre nazionalità. A Venezia si vanno perdendo i negozi tipici, uno ad uno, e questa situazione andrebbe affrontata con prontezza, prima che sia troppo tardi.
Ciao.

Danielle: Je ne pense pas qu'il y a beaucoup de gens heureux avec cette situation, qui s'aggrave. Le fleuriste Biancat est juste un de ces magasins typiquement vénitien que maintenant n'existent plus.
A bientôt.

Alessandra: Si, il fenomeno è relativamente recente. In effetti a Venezia tutti si aspetterebbero di trovare dei residenti che offrono e vendono prodotti locali. Ciò accade sempre più di rado, purtroppo.
Ciao.

Claudio: Concordo con il tuo pensiero. Qui non c'entra il razzismo, hai ragione. Venezia perde pezzi della sua vera essenza a scapito di una economia che non guarda in faccia nessuno.
Ciao.

luci ha detto...

Se la licenza di gondoliere si può acquistare.......siamo fritti!!!!
☺ ciao Luci

Fausto ha detto...

Luci: La licenza di gondoliere si acquisisce tramite corsi e prove pratiche di abilità sulla voga. Credo che l'Ente Gondola non farà sconti a eventuali "foresti" che volessero diventare gondolieri. Essi dovranno comunque dimostrare di possedere i requisiti giusti.
Ciao.

hermes ha detto...

Anche a Roma è la stessa storia. In un quartiere del centro, l' Esquilino, prima sono arrivati tutti gli stranieri a creare una sorta di città asiatica, poi quasi tutti soppiantati da cinese. Inoltre i loro negozi sono particolarmente squallidi...che triste

imirror ha detto...

I've only been to Venice once, three years ago and I've been counting the days until my return, which will be next year. This posting saddens me because Venice is already over run with products not made by local artisans. I'm Taiwanese American and I bought a mask in Venice to bring to my mother in Taiwan, after I've already returned home to America. I later read a comment that implied that the masks were most likely made in Taiwan, or even China, so this VENETIAN Mask made a full circle around the world, from its possible origin in the Orient, to Europe, then to America, and now it proudly hangs lovingly in Taiwan.
Traveling is a way for one to see a local culture that's different to one's own. Venice is so special and on my first visit 3 years ago, I could see that only a quarter of Venetian products were produced by local artisans. I can buy a Chinese purse anywhere, why do I want to take one home from Venice? I don't like to see American Restaurant Chains in Taiwan, what's so special about a local place when you can get the same thing everywhere else?
The only way to remedy the Chinese Invasion in a place the size of China Town in Los Angeles, is that tourists won't buy from them and they will be forced to close. Hopefully my Taiwanese/American face will be welcomed in Venice next year, I will have to learn how to say "I don't work here" in Italian. "io non lavorro qui" ciao, a presto!

Fausto ha detto...

hermes: Sembra che ormai questa sia la situazione in atto in numerose città italiane.
Ciao.

imirror: I agree with you, we expect to buy an original product anywhere in the world we visit. When we buy a product "Made in China" in Venice, we feel so cheated. For this reason I always suggest to buy only products (glass, masks) that have the original trademark. A label like "Made in Murano" or "Murano handmade" for glass will grant that this is a genuin product.
All visitors are welcome, if they love and respect Venice!!!
Kind regards.

Veneziamia ha detto...

Bonjour Fausto, j'étais à Venise en septembre dernier et j'ai été effarée par le nombre de chinois et d'articles "made in China". J'ai donc à plusieurs reprises renoncé à acheter et je pense qu'un moyen efficace pour stopper cette invasion est le boycott. Mais aussi, que tous les touristes soutiennent l'artisanat local, il y a des merveilles ! Bonne semaine et à bientôt sur votre blog que j'apprécie beaucoup.
Françoise

anna ha detto...

je passe quelques semaines à Venise chaque année, mais cette fois, ma quinzaine en mai a été très attristante: Venise est sale, bruyante, envahie par des hordesw braillardes e-phone d'une main, pizza de l'autre; ces "touristes" ne posent les yeux que sur les vitrines de "cineserie"...j'ai eu confirmation que les chinois achètent Venise comme on achète trois kilos de pommes de terre! mes seuls moments de paix étaient mes promenades entre 5h30 et 8h30 le matin...on rencontre les vrais Vénitiens, on peut leur parler, écouter leur désarroi...que dire? que faire? signer des pétitions contre les paquebots? c'est David contre Goliath! acheter un logement à Venise? les prix sont beaucoup trop élevés pour l'Européen moyen! acheter l'artisanat authentique? oui, en étant très très très prudent et attentif!

Fausto ha detto...

Anna: Je suis d'accord dans tout ce que vous écrivez dans votre commentaire.
Bonne soirée.

Anonimo ha detto...

Buonasera
La question que je pose est pourquoi un commerce tenu par un chinois est economiquement viable alors que le commerce tenu par un Venitien ne l'était Pas? d'où vient l'argent?
Perchè al livello economico il negozio cinese funziona? Da dove viene il denaro?
Why the cinese business is economically possible ???
Where the money come from?

Fausto ha detto...

Anonimo: La tua domanda è l'essenza stessa del problema. Se quei negozi sono quasi sempre vuoti, come tirano avanti l'attività i loro gestori? E qui mi fermo, perché l'evidenza è sotto agli occhi di tutti.
Buona serata.

Daniele ha detto...

appene tornato dal capodanno a venezia.solo tanta tristezza nel vedere negozi,bar,ristoranti gestiti da cinesi.....per non parlare dei cuochi indiani che fanno tutto a microonde.....pizza compresa....cari veneziani,vi stanno portando via la vostra citta...anzi,ce la stanno portando via...

oliaiklod ha detto...

Visiblement les choses ne vont pas s'arranger.
la semaine dernière, de nombreux ami-e-s qui ont un commerce nous ont montré les lettres de leur propriétaires, vénitiens, qui leur ont augmenté les loyers (pour payer les nouveaux impôts).
Beaucoup vont être obligés de fermer, et qui va acheter ?
Les seuls qui ont de l'argennt pour investir sans emprunter sont les chinois

Fausto ha detto...

Ambra Zhu: Non pubblico commenti offensivi e minacciosi nei confronti della mia persona. Prima di perdere tempo a scriverne di simili, pensaci bene.

Anonimo ha detto...

Io sono una cinese nata in europa e mi dispiace tanto vedere questa rabbia che avete adosso verso la mia comunità, basandovi sulla pelle, non si devono far giudizi perchè su questa terra siamo tutti uguali. Venezia con la Cina ha un rapporto molto speciale, v. Marco polo e le vie della seta. Ma a quanto pare la storia della città non vi interessa. A giudicare siamo tutti capaci!!!

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails