domenica 30 settembre 2012

Villa Herriot


Villa Herriot si trova nell'Isola della Giudecca e non sempre è accessibile al pubblico. L'occasione per entrare a Villa Herriot mi è stata data dall'inaugurazione della mostra fotografica "Una città al lavoro. Venezia tra i '50 e i '70", bella rassegna di immagini in bianco e nero nell'ambito del Festival Venezia Città Viva. Erano esattamente 40 anni che non tornavo a Villa Herriot, l'ultima volta mi ci aveva portato la mia maestra assieme alla mia classe. All'epoca a Villa Herriot vi era una scuola elementare e per noi bambini fu una visita memorabile, di quelle che non si dimenticano.
L'ambiente è rimasto quello di allora. La villa è composta da due edifici circondati dal verde di un vasto giardino. Essi vennero costruiti all'inizio del secolo scorso su commissione del mecenate francese Hériot riprendendo l'architettura veneto-bizantina. E quindi si vedono patere, colonne e archi che solo all'apparenza sembrano antichi. Comunque rispetto ad alcuni edifici eretti a Venezia nel '900, questi sono davvero riusciti meglio e si adattano perfettamente all'area circostante. Da Villa Herriot inoltre si gode di una notevole vista della laguna sud e di alcune isole non troppo lontane, come San Servolo (vedi foto sotto) e l'Isola delle Grazie. L'unica nota dolente è stata quella di aver visitato Villa Herriot durante un grigio e uggioso pomeriggio di fine settembre. Per il resto mi sono tornati alla mente dei bei ricordi dei miei compagni di classe, di quella spensieratezza che è tipica dei bambini durante una gita primaverile con la scuola. La fermata del vaporetto più vicina per arrivare a Villa Herriot è "Zitelle" (linea 2), poi sarà sufficiente entrare in Calle Michelangelo e proseguire a piedi per non più di cinque minuti fino all'altra parte della Giudecca. "Sempre drito e sé rivai!" (sempre diritto e siete arrivati), si dice qui a Venezia.


7 commenti:

STEFANO DEI ROSSI ha detto...

Altro bel "servizio" Sjor Fausto. Un occhio su un altro angolo nascosto della nostra Venezia nascosta e a volte troppo dimenticata...Non ha bisogno di complimenti inutili...ma ancora una volta le voglio dimostrare la mia simpatia per la sua industriosa ricerca e "cattura" di alcuni pezzi della nostra Venezia.
Mettere insieme tanti "pezzi" sparsi, ci aiuta insieme a coglierne l'ulteriore valore...che è davvero tanto e prezioso...Non smetta mai, mi raccomando...La saluto...alla prossima.

jpryf ha detto...

Merci de cette entrée. je séjourne régulièrement dans la Giudecca et je connais cette maison qui est superbe.J'aimerai d'ailleurs en connaître un peu mieux l'histoire

marshall ha detto...

Fausto,
leggo con piacere un tuo articolo sull'architettura Veneto-Bizantina. Filone che mi sembra esserti particolarmente congeniale: descrivi molto bene quel che vedi, e con rigorosa appropriatezza. E proprio stamattina avevo riletto un tuo istruttivo post sulla Venezia Bizantina.
Questo post, che parla di una mostra di foto in bianco e nero, si abbina perfettamente col post di Josh, su Ombre e luci. In tale post, e nei commenti, Josh fa anche intendere di saperne molto sull'arte fotografica.

Anonimo ha detto...

..non conoscevo questo luogo di Giudecca. L'isola mi sta molto affascinando e sto scoprendo quanto sia unica e piena di curiosità. Sto leggendo la storia del Giardino di Eden. Un testo molto particolare (Eden l'ha scritto fine '800)che cattura ( e qua un grazie alla traduzione)e che rende magico un angolo di Guidecca molto misterioso .
Tornando a Villa Herriot.. merita una visita da parte mia.
Grazie Fausto

Clelia
pd

marshall ha detto...

Fausto,
nel corso di quella lettura su Venezia, m'imbatto spesso nel Ponte delle Paglie. Mi sembra d'aver capito che è stato uno dei primi ponti di Venezia. Non ne hai ancora scritto, puoi farlo con un post?
Grazie.

GRAZIELLA ha detto...

BELLO COMMENTO FAUSTO, COME NIPOTE DI NONNI VENEZIANO TI RINGRAZIO PER LE TUE DESCRIZZIONI E L'AMORE PER LA "TUA VENEZIA" IL CUALE COMPARTO.GRAZIE!!!! GRAZIELLA D'ARGENTINA

marshall ha detto...

Fausto,
vedo che hai aggiornato le foto: bel lavoro, complimenti.

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