I Giardini Papadopoli si trovano a Venezia nel sestiere di Santa Croce, vicino a Piazzale Roma. I Giardini Papadopoli sono una delle principali aree verdi di Venezia aperte al pubblico ed hanno un'estensione di circa 6.000 metri quadrati. La zona che adesso ospita i Giardini Papadopoli era un tempo occupata dal monastero e dalla Chiesa di Santa Croce, edifici tanto famosi anticamente da dare il proprio nome ad uno dei sei sestieri di Venezia (Santa Croce, appunto). La chiesa fu costruita nel 568, quindi riedificata nel 1111 e poi nel 1342. Essa conteneva opere di Jacopo Palma il Giovane e di Jacopo Tintoretto. Il monastero, che aveva il nome completo di San Francesco della Croce Grande, accolse prima dei frati benedettini, quindi nel '500 le suore clarisse. Sia la chiesa che il monastero furono chiusi nel 1806 come conseguenza alle riforme napoleoniche per la soppressione degli ordini religiosi, e usati come magazzini. La demolizione di entrambi gli edifici cominciò nel 1810. L'area fu quindi acquistata dai Papadopoli, ricca famiglia di origine greca, e adibita a parco privato con piante ed animali. I Giardini Papadopoli furono creati nel 1834 su progetto di Francesco Bagnara ed ampliati nel 1873 dal francese Marc Guignon fino ad avere una superficie di 12.000 metri quadrati, il doppio dell'area attuale. I Giardini Papadopoli divennero proprietà del Comune di Venezia, quindi pubblici, e furono ridotti alla metà della sua estensione a causa dello creazione del Rio Nuovo. Tale scavo troncò in due parti i Giardini Papadopoli la cui estremità ovest lambisce infatti ancora oggi il terminal di Piazzale Roma. Appena si entra ai Giardini Papadopoli si vede sulla destra un monumento dedicato a Pietro Paleocapa "de' moderni idraulici principe", dice l'iscrizione alla base dell'opera marmorea. Pietro Paleocapa fu uno dei protagonisti, assieme a Daniele Manin e Niccolò Tommaseo dell'eroica resistenza agli austriaci nei mesi a cavallo tra il 1848 e 1849. Più avanti ci sono delle aiuole alternate a siepi, arbusti e alberi secolari. Tra di essi olmi, tigli, magnolie e ippocastani. Il lato nord dei Giardini Papadopoli è occupato da una collinetta che non è mai troppo frequentata, mentre al centro di questo parco veneziano ci sono i giochi per i bambini, quali scivoli e altalene. Da questa zona si possono vedere degli scorci interessanti del nuovo Ponte della Costituzione. Poco distante si trova una vasca che ospita dei pesci rossi, e lungo tutto il parco sono disponibili numerose panchine che sono ideali per consumare degli spuntini. L'orario di apertura dei Giardini Papadopoli è tutti i giorni dalle 8,00 alle 20,30 con l'ora legale, dalle 8,00 alle 18,00 con l'ora solare. Naturalmente il periodo più propizio per visitare i Giardini Papadopoli è di primavera, quando sbocciano i fiori, ma le fronde degli alberi offrono riparo al sole in estate, ed in autunno si vedono decine di tonalità di colori diversi. Per arrivare ai Giardini Papadopoli a piedi dalla stazione si deve attraversare il Ponte degli Scalzi e camminare lungo la Fondamenta della Croce. I Giardini Papadopoli si possono già vedere da Piazzale Roma. Per andare ai Giardini Papadopoli con il vaporetto da San Marco o da Rialto si deve prendere la linea 1 o 2 e scendere alla fermata "Piazzale Roma" (costo del biglietto 6,50 euro).
sabato 7 novembre 2009
Giardini Papadopoli
I Giardini Papadopoli si trovano a Venezia nel sestiere di Santa Croce, vicino a Piazzale Roma. I Giardini Papadopoli sono una delle principali aree verdi di Venezia aperte al pubblico ed hanno un'estensione di circa 6.000 metri quadrati. La zona che adesso ospita i Giardini Papadopoli era un tempo occupata dal monastero e dalla Chiesa di Santa Croce, edifici tanto famosi anticamente da dare il proprio nome ad uno dei sei sestieri di Venezia (Santa Croce, appunto). La chiesa fu costruita nel 568, quindi riedificata nel 1111 e poi nel 1342. Essa conteneva opere di Jacopo Palma il Giovane e di Jacopo Tintoretto. Il monastero, che aveva il nome completo di San Francesco della Croce Grande, accolse prima dei frati benedettini, quindi nel '500 le suore clarisse. Sia la chiesa che il monastero furono chiusi nel 1806 come conseguenza alle riforme napoleoniche per la soppressione degli ordini religiosi, e usati come magazzini. La demolizione di entrambi gli edifici cominciò nel 1810. L'area fu quindi acquistata dai Papadopoli, ricca famiglia di origine greca, e adibita a parco privato con piante ed animali. I Giardini Papadopoli furono creati nel 1834 su progetto di Francesco Bagnara ed ampliati nel 1873 dal francese Marc Guignon fino ad avere una superficie di 12.000 metri quadrati, il doppio dell'area attuale. I Giardini Papadopoli divennero proprietà del Comune di Venezia, quindi pubblici, e furono ridotti alla metà della sua estensione a causa dello creazione del Rio Nuovo. Tale scavo troncò in due parti i Giardini Papadopoli la cui estremità ovest lambisce infatti ancora oggi il terminal di Piazzale Roma. Appena si entra ai Giardini Papadopoli si vede sulla destra un monumento dedicato a Pietro Paleocapa "de' moderni idraulici principe", dice l'iscrizione alla base dell'opera marmorea. Pietro Paleocapa fu uno dei protagonisti, assieme a Daniele Manin e Niccolò Tommaseo dell'eroica resistenza agli austriaci nei mesi a cavallo tra il 1848 e 1849. Più avanti ci sono delle aiuole alternate a siepi, arbusti e alberi secolari. Tra di essi olmi, tigli, magnolie e ippocastani. Il lato nord dei Giardini Papadopoli è occupato da una collinetta che non è mai troppo frequentata, mentre al centro di questo parco veneziano ci sono i giochi per i bambini, quali scivoli e altalene. Da questa zona si possono vedere degli scorci interessanti del nuovo Ponte della Costituzione. Poco distante si trova una vasca che ospita dei pesci rossi, e lungo tutto il parco sono disponibili numerose panchine che sono ideali per consumare degli spuntini. L'orario di apertura dei Giardini Papadopoli è tutti i giorni dalle 8,00 alle 20,30 con l'ora legale, dalle 8,00 alle 18,00 con l'ora solare. Naturalmente il periodo più propizio per visitare i Giardini Papadopoli è di primavera, quando sbocciano i fiori, ma le fronde degli alberi offrono riparo al sole in estate, ed in autunno si vedono decine di tonalità di colori diversi. Per arrivare ai Giardini Papadopoli a piedi dalla stazione si deve attraversare il Ponte degli Scalzi e camminare lungo la Fondamenta della Croce. I Giardini Papadopoli si possono già vedere da Piazzale Roma. Per andare ai Giardini Papadopoli con il vaporetto da San Marco o da Rialto si deve prendere la linea 1 o 2 e scendere alla fermata "Piazzale Roma" (costo del biglietto 6,50 euro).
giovedì 5 novembre 2009
Passare Sotto i Ponti
Passare sotto i ponti a volte è difficile per le imbarcazioni di Venezia. Quando la marea è più alta della media può succedere che i natanti tocchino il fondo del ponte o rimangano addirittura incastrati in un canale troppo stretto. Questo infatti è quanto accaduto ad una grossa barca che voleva passare in retromarcia sotto il Ponte di San Cristoforo, localizzato a pochi passi da Palazzo Dario. Il conducente ha dovuto effettuare una serie di manovre che ha raccolto sul ponte in questione una piccola folla di curiosi (vedi foto). Quindi dopo numerosi tentativi l'imbarcazione è stata liberata dalla scomoda posizione e ha ripreso regolarmente la sua corsa. I natanti a motore non sono i soli ad incontrare delle difficoltà nel passare sotto i ponti di Venezia o a girare lungo i rii più stretti. Capita spesso anche alle gondole di trovare sul loro percorso dei ponti troppo bassi a causa della marea sostenuta oppure di dover girare degli angoli a gomito. Solo la consumata abilità del gondoliere consente di superare tali ostacoli senza troppi problemi. Passare sotto il Ponte di Rialto non presenta mai delle difficoltà per via della notevole ampiezza della sua arcata.
Pulizie in Canal Grande
Le pulizie in Canal Grande non vengono fatte troppo spesso, a mio avviso. Come pulizie mi riferisco a quelle della superficie dell'acqua. Periodicamente il fondo del Canal Grande infatti viene scavato da delle draghe per garantire una profondità sufficiente al transito dei natanti anche in caso di bassa marea. Il Canal Grande ha infatti una profondità massima al centro di cinque metri. Comunque essendo il Canal Grande la principale via d'acqua di Venezia, esso necessiterebbe di una maggior attenzione da parte delle autorità competenti. Le pulizie in Canal Grande dovrebbero essere frequenti per tenerlo sgombro da oggetti inerti, naturali e non. Il Canal Grande viene pulito principalmente in occasione delle grandi manifestazioni remiere quali la Regata Storica o la Vogalonga. Per effettuare le pulizie in Canal Grande viene adoperata una apposita barca, (vedi foto), che tramite una speciale rete raccoglie gli oggetti che galleggiano e li depone in un cassonetto. Tale operazione non è particolarmente impegnativa e consente al Canal Grande di avere un aspetto decoroso. Il Canal Grande com'è noto divide in due parti Venezia e su di esso confluiscono decine di canali, detti in dialetto rii. Quindi tramite le maree, che si alternano ogni sei ore, il Canal Grande assume l'importante funzione di ricambiare le acque di molti canali cittadini. Esso può presentare a volte degli oggetti che vi galleggiano per questo motivo, sarebbe quello il momento più adatto per dedicargli delle pulizie. Probabilmente i costi frenano le autorità competenti dall'impiegare più frequentemente quella barca delle pulizie. Credo che trovare uno sponsor (che avrebbe un'indubbia visibilità) disposto a pagare le spese in cambio di piccoli spazi pubblicitari ai lati della barca, potrebbe costituire una giusta soluzione. Senza pesare sulle tasche dei contribuenti con il notevole vantaggio di avere un servizio utile durante tutto il corso dell'anno.
martedì 3 novembre 2009
Colombi a Venezia
I colombi a Venezia si vedono praticamente ovunque, nei campi, nelle corti, sui tetti e naturalmente in Piazza San Marco. I colombi a Venezia sono della specie Columba livia e sono i tipici piccioni di città che si possono osservare in tanti altri posti d'Italia. I colombi a Venezia suscitano sentimenti opposti: c'è chi li ama e chi li detesta. Le persone a cui piacciono i colombi mai rinuncerebbero alla classica foto mentre gli si dà da mangiare in Piazza San Marco. La gente che non gradisce la presenza dei colombi a Venezia precisa che tali volatili a volte sono veicolo di malattie quali la salmonella e che con il loro guano imbrattano i monumenti ed i palazzi della città. Negli ultimi decenni il Comune di Venezia ha cercato di ridurre la popolazione dei colombi prima tramite la cattura e l'abbattimento di esemplari vecchi o malati, poi mescolando al loro mangime dei prodotti anticoncezionali. Visto il super affollamento di colombi a Venezia al giorno d'oggi i risultati sembrano essere deludenti. Nel corso degli ultimi anni è stato scontro aperto tra animalisti e non sulla questione dei colombi a Venezia, e l'aspro dibattito è ancora in atto. Fino a qualche anno fa esistevano in Piazza San Marco ed in Piazzetta delle bancarelle che vendevano ai turisti grano da dare ai piccioni. Questi poi si scattavano le tipiche foto ricordo, contornati da decine di colombi, con lo sfondo della Chiesa di San Marco. Attualmente le cose sono cambiate, e, a seguito di una ordinanza comunale, le bancarelle non ci sono più. Inoltre chi dà da mangiare ai colombi a Venezia rischia di essere sanzionato dai vigili urbani, non solo in Piazza San Marco, ma anche nel resto della città. I colombi a Venezia sono una specie animale perfettamente integrata all'ambiente urbano. Si può vederli ormai anche sui tavolini dei bar (vedi foto sotto) e ciò dimostra quanto sia diminuito il loro timore per l'uomo. Il periodo designato per la riproduzione dei colombi è quello primaverile. Allora è scena abituale sui campi di Venezia vedere i maschi fare la "ruota" corteggiando le femmine. Queste poi sceglieranno il maschio più prestante e si uniranno in coppia, costruendo assieme il loro nido. La femmina di colombo depone di solito due uova che vengono covate dai genitori alternandosi. In meno di tre settimane i pulcini vedono la luce e per le prime settimane saranno dipendenti dai genitori. La vita media di un colombo è di 5 anni. I veneziani chiamano sempre questi volatili "colombi", mentre i forestieri spesso usano il sinonimo "piccioni".
Tramonto sul Canale della Giudecca
Un tramonto sul Canale della Giudecca a volte può essere speciale. Nella foto si vede il sole che tramonta oltre l'Isola di Sacca Fisola, sullo sfondo a destra si intravedono lontane le sagome dei Colli Euganei. La scena viene completata da due gabbiani che si stagliano al sole.
"Venezia al tramonto offre a chi la ama il suo volto più vero,
immersa com'è nella calma ovattata che precede la notte.
Allora, annusando l'aria salata, basta chiudere gli occhi
e ascoltare i gabbiani che lanciano i loro striduli richiami.
Poi ti guardi intorno e provi una felicità a lungo cercata invano,
le sensazioni sono magnifiche e vorresti che durassero a lungo.
Ma in pochi attimi il disco rosso del sole è già oltre l'orizzonte
mentre l'oscurità comincia ad avvolgere questa città senza tempo.
Un minuto ancora per ringraziarti Venezia: che la notte
mi accompagni a casa, tra le mie mura, tra le tue acque."
Fausto
(Si può cliccare la foto per ingrandire l'immagine).
lunedì 2 novembre 2009
Ponte dei Pugni
Il Ponte dei Pugni si trova nel sestiere di Dorsoduro ed è localizzato a poche decine di metri da Campo San Barnaba e vicino alla Barca. Il Ponte dei Pugni ha una storia piuttosto curiosa e antica. Nei secoli scorsi Venezia era divisa in due fazioni: i Nicolotti ed i Castellani. Esse erano divise da accese rivalità che risalivano ai primi secoli di vita della Serenissima. I Nicolotti erano largamente rappresentati dai pescatori provenienti dalla contrada di San Niccolò dei Mendicoli, mentre i Castellani (il nome deriva dalla contrada di San Pietro di Castello) erano per la maggior parte composti dagli arsenalotti, ossia le maestranze che lavoravano all'interno dell'Arsenale di Venezia. Tali fazioni si affrontavano allora durante il periodo autunnale nelle cosiddette Guerre dei Pugni. Esse ebbero luogo già nel '300 principalmente sopra al Ponte dei Pugni che all'epoca era sprovvisto (come la gran parte dei ponti di Venezia) di parapetti. Le due fazioni si affrontavano in sfide che potevano essere di tre tipi: la Mostra, la Frota e la Guerra Ordinata. La Mostra era praticamente un incontro di pugilato tra due avversari, vi prendevano parte i più forti delle rispettive fazioni. Potevano esserci numerosi incontri nel corso della giornata e alla fine vinceva la fazione che ne aveva vinti di più. La Frota era un vero assalto al ponte tra le due fazioni al completo: vinceva la fazione che si impossessava interamente del ponte. Essa non aveva praticamente regole, (si usavano anche armi da taglio), quindi decine di persone potevano essere ferite e finire in acqua con il rischio di annegare. La Guerra Ordinata invece si svolgeva con spinte e anch'essa terminava con la conquista del ponte da parte di una fazione. Sul Ponte dei Pugni sono ancora visibili le orme in marmo bianco dalle quali i pugili della Mostra cominciavano le varie riprese (vedi foto sotto). Il Ponte dei Pugni non era il solo sul quale si svolgevano simili combattimenti. A tale scopo venne usato anche il Ponte della Guerra vicino a San Zulian (dove si combatteva principalmente con delle canne), il Ponte di Santa Fosca (in Strada Nuova), ed altri ancora. Con il passare dei secoli i combattimenti divennero sempre più cruenti con numerosi feriti e qualche morto. Allora le Autorità furono costrette ad abolirli nel 1705. Come conseguenza vennero create le cosiddette Forze d'Ercole. Esse erano dei giochi che si svolgevano durante il Carnevale in Piazza San Marco. Con le Forze d'Ercole si doveva formare la piramide umana più alta che spesso veniva premiata dal Doge in persona. Il Ponte dei Pugni è punto di passaggio obbligato per chi, partendo da Piazzale Roma e passando per Campo Santa Margherita, intenda dirigersi a piedi verso l'Accademia o Piazza San Marco. La fermata del vaporetto più vicina per arrivare al Ponte dei Pugni si chiama "Ca' Rezzonico" (linea 1, biglietto euro 6,50).
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domenica 1 novembre 2009
E' Vietato Mangiare e Bere Seduti in Piazza San Marco
"E' vietato mangiare e bere seduti in Piazza San Marco" è uno dei tre divieti elencati sul cartello che campeggia su tutti i pontili dei vaporetti Actv ed in Piazza San Marco stessa. Questo cartello di divieto (scritto in italiano ed in inglese) evidentemente non scoraggia gli escursionisti dal mangiare e bere in Piazza San Marco, lo testimoniano le immagini del post. Le foto sono state scattate intorno alle ore 14,00, ma il risultato sarebbe stato simile in qualsiasi ora del giorno. Ci tengo a precisare che queste foto sono quelle che un vero appassionato di Venezia non vorrebbe mai vedere, ma essendo questa la realtà quotidiana (almeno durante l'alta stagione), non si può far finta di nulla e girare la testa da un'altra parte. Va osservato che questo divieto è un'ordinanza comunale e che spetterebbe quindi ai vigili urbani far rispettare le regole. Comunque sul cartello di divieto si accenna ad un: "Attenzione! Chi non rispetta i divieti sarà multato". Si, ma a quanto ammonta la sanzione? Se fosse scritto 1000 euro, forse qualcuno ci penserebbe due volte prima di improvvisare un picnic in Piazza San Marco. Ma purtroppo non c'è scritto nulla, e questo non è un buon deterrente. Occorrerebbe forse spiegare a quei turisti poco educati (tramite un apposito cartello, o grazie a dei volontari) che a poche centinaia di metri da Piazza San Marco ci sono i Giardinetti Reali, un parco spesso semivuoto, che potrebbe ospitare sulle sue panchine dozzine di gitanti mentre consumano panini e bibite. A mio avviso è soprattutto una questione di mancanza di educazione civica. Quale persona che ama veramente Venezia oserebbe sedersi per terra in Piazza San Marco e mangiare un sandwich? A mio modo di vedere questi comportamenti rappresentano un vero oltraggio alla città. Nessuno dice che gli escursionisti debbano per forza mangiare nei ristoranti. Ma questi ospiti dovrebbero almeno rispettare Piazza San Marco e per i loro spuntini recarsi nei campi più defilati o nei parchi (che sono bene evidenziati sulle mappe della città). C'è anche il lato comico della faccenda, sul cartello infatti è scritto: "E' vietato mangiare e bere seduti in Piazza San Marco", ma gli escursionisti ritratti nelle foto in realtà si trovano nella Piazzetta dei Leoncini (adiacente a Piazza San Marco e di fronte al Palazzo Patriarcale). Quindi non sarebbero nemmeno perseguibili! Sarebbe stato meglio estendere il divieto almeno a tutta l'Area Marciana. Con questo mio articolo non ho alcuna intenzione di generalizzare, poichè moltissimi turisti mai si sognerebbero di mangiare o bere seduti in Piazza San Marco. Scrivendo queste righe volevo solo mettere in evidenza un problema a cui non è stata data ancora una soluzione.